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Lesioni micropermanenti risarcibili, radiografie non sempre necessarie

Lesioni micropermanenti risarcibili, radiografie non sempre necessarie

Torna l’incertezza sulla risarcibilit delle lesioni micropermanenti non comprovate da un esame strumentale oggettivo. L’obbligo
di tale accertamento fu introdotto nel 2012 in funzione antifrode e confermato dalla giurisprudenza. Ma alcune sentenze hanno
negato che l’esame strumentale sia un presupposto imprescindibile del risarcimento e ora a queste si aggiunge l’ordinanza
10819/2019 della Terza sezione della Cassazione.

Nella vicenda decisa da questa ordinanza, il giudice di pace di Padova aveva condannato una compagnia al risarcimento del
danno biologico a una danneggiata da sinistro stradale per lesioni micropermanenti, sulla scorta di una consulenza tecnica
d’ufficio che aveva accertato i postumi permanenti residuati senza alcun esame clinico strumentale oggettivo.

Nel ricorso in appello, la compagnia ricordava l’interpretazione letterale dell’articolo 139 del Codice delle assicurazioni
cos come modificato dall’articolo 32 della legge 27/2012, secondo cui le lesioni di lieve entit che non siano suscettibili
di accertamento strumentale obiettivo non potranno dar luogo a risarcimento del danno biologico permanente e che il danno
risarcibile solo a seguito di riscontro medico-legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza
della lesione.

Il Tribunale di Padova conferm la sentenza di primo grado e la compagnia impugn tale decisione in Cassazione per asserita
violazione dell’articolo 139 del Codice delle assicurazioni. Ora la Corte richiama precedenti pronunce (18773/2016, 1272/2018
– si veda Il Sole 24 Ore del 6 marzo 2018 – e 17444/2018) che hanno escluso che l’accertamento strumentale sia un presupposto
indefettibile per il ristoro delle micropermanenti.

Ecco, in sintesi, il ragionamento della Cassazione: vero che il legislatore con la norma del 2012 voleva sollecitare magistrati,
avvocati e consulenti tecnici a un rigoroso accertamento dell’effettiva esistenza dei postumi di modesta entit, ma tale rigore
non pu essere inteso nel senso che la prova di tali lesioni vada fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale.

Come gi evidenziato nella sentenza 18773/2016, sempre e soltanto l’accertamento medico-legale svolto in conformit alla
leges artis a stabilire se la lesione sussista e quale percentuale sia ad essa ricollegabile. E l’accertamento medico non
pu essere imbrigliato con un vincolo probatorio che, ove effettivamente posto per legge, condurrebbe a dubbi non manifestamente
infondati di legittimit costituzionale, posto che il diritto alla salute un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione.

La Corte conclude che l’articolo 139 va interpretato tenendo presente che vi possono essere situazioni in cui quali la natura
della malattia e la modestia delle lesioni impongono un accertamento strumentale, ma vi sono altri casi in cui si pu giungere
ad una diagnosi attendibile anche senza ricorrere a tali accertamenti, tenuto conto del ruolo insostituibile della visita
medico-legale e dell’esperienza clinica dello specialista.

Questa ordinanza non metter certo la parola fine al rapporto tra accertamento strumentale e risarcibilit delle micropermanenti
e vi saranno ancora sentenze di merito di segno contrario. C’ chi riterr indispensabile un accertamento strumentale oggettivo
per la liquidazione dei danni micropermanenti nel rispetto di un’interpretazione letterale dell’articolo 139 del Codice (si
veda Il Sole 24 Ore del 3 aprile 2018) e ci saranno altri giudici che, seguendo l’interpretazione costituzionalmente orientata
della Cassazione, non riterranno invece un requisito imprescindibile tale accertamento.

La speranza che per mettere un po’ di ordine e non creare disparit di trattamento, si pronunci ancora la Corte costituzionale.
vero che la Corte ha gi affermato la legittimit costituzionale dell’articolo 139 del Codice (ordinanza 26 novembre 2015,
n. 242). Ma la legge Gelli ha esteso l’applicabilit dell’articolo in questione alla responsabilit sanitaria, quindi ragionevole
ritenere che i giudici costituzionali possano rivedere le proprie valutazioni e dare un quadro pi preciso a cittadini e operatori.
Per non lasciarli nell’incertezza attuale.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore