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Licenziamento collettivo e perdita di commessa

Licenziamento collettivo e perdita di commessa

Avv. Corrado C. Manni – Come noto, si parla di licenziamento collettivo allorquando un’impresa, per motivi di mutamento del carico di lavoro, di ristrutturazione aziendale o di cessazione dell’attivit, effettua una importante riduzione del personale.

Ai fini della validit del licenziamento collettivo il datore di lavoro tenuto a rispettare una serie di obblighi sanciti dalla legge a tutela del lavoratore.

In particolare a norma della Legge n. 223 del 1991 sancisce che, per la legittimit del licenziamento collettivo, il datore di lavoro deve rispettare i criteri di scelta previsti ex lege ed in particolare considerare a) carichi di famiglia; b) anzianit di servizio e anagrafica; c) esigenze tecnico-produttive e organizzative.

Il licenziamento collettivo per perdita di commessa

Una particolare tipologia di licenziamento collettivo individuato dalla perdita di commessa da parte dell’impresa datrice di lavoro.

Invero la perdita di un’importante commessa, ovvero di un appalto, pu comportare una netta diminuzione del carico di lavoro e la conseguente riduzione dell’attivit lavorativa, che possono giustificare i tagli del personale disposti dall’azienda.

Ebbene, in caso di licenziamento di pi unit lavorative, la perdita di commessa o di appalto da ricondurre, non tanto al licenziamento collettivo, quanto al licenziamento individuale plurimo per preteso giustificato motivo oggettivo, con annesse e conseguenti tutele aggiuntiva per il lavoratore.
Tale impostazione, avvalorata dalla costante giurisprudenza di legittimit e di merito in materia, trae conforto dalla considerazione che la perdita di un appalto non viene di regola ricondotta n alle sospensioni del lavoro o alla sua patologica riduzione in dipendenza di situazioni di mercato, n tanto meno alle ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni industriali, ovvero alle crisi aziendali, ci in quanto il susseguirsi delle commesse fisiologico per l’azienda (soprattutto imprese medio-grandi) e non comporta la riduzione stabile di attivit, essendo normale che altri appalti siano aggiudicati a breve distanza temporale.

Tale interpretazione comporta che la mera menzione della perdita di commessa a giustificazione del licenziamento non di regola ritenuta sufficiente dalla giurisprudenza in materia per irrogare il licenziamento.

Per quanto espresso onere del datore di lavoro dar prova della situazione di crisi aziendale o della ristrutturazione della stessa o riduzione della stessa per avvalorare la tesi del licenziamento collettivo a giustificazione del taglio del personale (ex multis Cass. n. 19842/10).

In base a tale interpretazione evidente l’onere per il datore di lavoro di provare l’effettiva diminuzione della produzione dell’impresa e l’impossibilit assoluta di collocare il lavoratore in altre mansioni, ovvero la prova di impossibilit dell’attivazione del meccanismo di repechage.

Avv. Corrado Cristian Manni

Studio Legale Bove Manni

studiolegalebovemanni@gmail.com

Fonte: Studio Cataldi