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Lite tra marito e moglie: pericolo di abuso delle armi?

Lite tra marito e moglie: pericolo di abuso delle armi?

Un episodio di lite coniugale, non sfociato in lesioni e/o violenze, non pu incrinare l’affidabilit per l’uso dell’arma

Avv. Francesco Pandolfi – Marito e moglie litigano.

I Carabinieri intervengono dopo una telefonata e, recatisi presso l’abitazione dei coniugi, hanno la conferma del diverbio tra i due.

Vengono anche a sapere che tali scontri verbali si sono avuti gi in passato.

Successivamente la Questura dispone nei confronti dell’uomo la revoca del porto di fucile ad uso caccia: la determinazione richiama proprio l’episodio della lite familiare.

In seguito, nel momento in cui la persona interessata presenta le proprie memorie difensive, spiega in dettaglio che la moglie affetta da depressione conseguente al decesso del padre: secondo lo scritto difensivo presentato, unitamente a documenti, pare che la donna soffrisse gi da prima di disturbi psichici.

  1. Il contesto familiare
  2. Il ricorso
  3. C’ pericolo di abuso delle armi?
  4. In pratica

Il contesto familiare

Pur essendosi in seguito normalizzata la situazione di tensione endofamiliare, l’amministrazione si convince per che manca la necessaria serenit, fatto che non escluderebbe il rischio di un abuso del titolo di polizia e delle armi.

Di qui, si arriva a ritenere che l’uomo non pi affidabile.

Il ricorso

Proposto il ricorso, il giudice da ragione al ricorrente (Tar Lombardia, sentenza n. 1994 del 16.08.2018).

Vediamo perch.

Da una parte, dice quel Tar, vero che l’amministrazione gode di un vasto potere valutativo in questa materia, a tutela degli interessi primari della sicurezza e dell’ordine pubblico.

La discrezionalit, per, si pu esercitare in coerenza con la situazione di fatto oggettivamente esistente, spiegando con una congrua motivazione le ragioni, concrete ed attuali, dalle quali possa nascere il rischio di abuso delle armi.

C’ pericolo di abuso delle armi?

No.

Si tratta, in pratica, di un pericolo che va provato e che richiede adeguata valutazione non solo del singolo episodio, ma anche della personalit del soggetto sospettato che possa giustificare una prognosi di inaffidabilit.

Nel caso concreto, l’amministrazione si focalizza sull’episodio della lite che abbiamo descritto all’inizio; per di pi dimentica quanto dedotto dall’interessato nelle proprie memorie, dove invece ha spiegato che le tensioni nascevano dal documentato malessere psichico della donna.

Senza dire poi che non da il giusto peso alla personalit del ricorrente (precedenti, controlli, segnalazioni eccetera), idonea a fare deporre per un possibile uso improprio delle armi detenute.

Il ricorrente aveva documentato di detenere le armi in custodia presso la casa materna e tale dato, oltre ad evidenziare la cautela pratica nella gestione dell’arma, integrava ed integra un elemento di oggettiva garanzia quanto al corretto uso dell’arma stessa.

In pratica

Il ricorso viene accolto.

Il Tribunale, tra le altre cose, ritiene necessario che l’amministrazione disponga la conservazione delle armi presso l’abitazione della madre del ricorrente, almeno fintanto che non sar appurato il superamento delle crisi e delle problematiche di ordine psichico della donna.

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

3286090590

avvfrancesco.pandolfi66@gmail.com

Fonte: Studio Cataldi