Liti di lavoro, primi indizi di aumento in Tribunale

Liti di lavoro, primi indizi di aumento in Tribunale

Primi indizi di aumento per le liti di lavoro. In quasi un tribunale su tre, nel 2018, i fascicoli depositati sono cresciuti
rispetto al 2017, a volte in maniera rilevante.

Certo i motivi degli aumenti pi netti sono da ricercare caso per caso. All’Aquila, ad esempio, dove si registra un +74,8%, si continua a scontare le conseguenze economico-sociali del sisma.
Nonostante siano passati diversi anni, la citt e il territorio che la circonda risentono ancora gli effetti del terremoto
– dice Carlo Peretti, presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila -. Le aziende, spesso gi in crisi, hanno sofferto e molte hanno chiuso.
Altre hanno decentrato, senza parlare dell’onda lunga della crisi del polo tecnologico. E tutto questo genera contenzioso.
Una situazione di difficolt che coinvolge molti altri tribunali abruzzesi (Lanciano, Vasto, Sulmona e Chieti) dove le controversie
in materia di lavoro sono salite.


La media nazionale non fa registrare un incremento complessivo delle cause iscritte, ma rispetto al calo pi sostenuto degli
ultimi anni, un fatto che fra il 2017 e il 2018 il contenzioso sia sceso del 5% appena, come evidenziano i dati del ministero
della Giustizia. A far invertire il trend potrebbero ora concorrere il ritorno dell’obbligo di causalit nel rinnovo dei contratti
a termine e la sentenza della Corte costituzionale (194/2018) che ha concesso maggior discrezionalit al giudice nel determinare
l’indennit per i licenziamenti illegittimi. Due provvedimenti che risalgono all’estate scorsa, ma i cui effetti sul contenzioso
potrebbero farsi sentire nel corso di quest’anno.


Nel tribunale di Milano (dove i nuovi procedimenti sono stati oltre 11.400, ndr) l’incremento delle liti incardinate nel 2018 stato intorno al 5%, spiega il presidente della sezione Lavoro Piero Martello. Che in futuro prevede un aumento del contenzioso, sia per la situazione economica, che fa crescere i licenziamenti e riduce
la disponibilit alla conciliazione, sia per l’applicazione dei decreti attuativi del Jobs act, sia infine per l’entrata
a regime del decreto “dignit”. Le cause legate ai contratti a termine erano oltre 8mila nel 2012 e sono calate progressivamente,
fino a un migliaio nel 2017, dopo l’abolizione della causale. La sua reintroduzione potrebbe adesso dare nuova spinta alle
liti.

Quanto ai temi delle controversie, Martello fa notare che pesano il lavoro nero e il fenomeno delle societ che aprono e
chiudono in periodi brevissimi, magari per acquisire un appalto e fornire manodopera, danneggiando il Fisco, l’Inps e i lavoratori:
quando si cercano gli importi dovuti, non si trova nessuno (si veda Il Sole 24 Ore del 31 dicembre 2018 sulle imprese stop-and-go).

I dati non lo rivelano perch ancora troppo presto, ma il ritorno delle causali nel rinnovo dei contratti a termine
pu portare a un aumento del contenzioso, commenta Maria Luisa Traversa, presidente della sezione Lavoro del Tribunale di Bari. Nel capoluogo pugliese, dove il volume delle liti lavoristiche
il quarto a livello nazionale (dietro Roma, Milano e Napoli), il calo delle iscrizioni registrato negli ultimi tempi si
evidentemente ridotto: nel 2018 stato pari al 2%, contro il 6% dei due anni precedenti.

A Genova, dove c’ stato invece un lieve incremento delle iscrizioni (4.572 contro le 4.505 del 2017), il presidente della
sezione lavoro del Tribunale, Marcello Basilico, sottolinea che alcuni interventi normativi degli anni scorsi, dal 2012 al
2016, hanno complicato la vita delle imprese e dei lavoratori: la legge “Fornero”, il Jobs act e la legge sulla “buona scuola”.

Anche gli avvocati confermano i segnali di ripresa delle liti: ma pi che al decreto “dignit”, li collegano alle pronunce della Consulta. Oltre alla sentenza 194/2018 sull’indennit
per i licenziamenti, va considerata anche la 77/2018 che ha ridotto il rischio di condanna alle spese del lavoratore in caso
di soccombenza incolpevole, osserva Vincenzo Martino, vicepresidente di Agi (Avvocati giuslavoristi italiani). La riduzione del contenzioso – aggiunge Martino – non di per s un valore positivo se, pi che dagli strumenti alternativi
di risoluzione delle liti, dipende dalla contrazione di diritti sostanziali per i lavoratori e da un processo divenuto complicato
e costoso.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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