Magistrati contro l’estensione del rito sommario

Magistrati contro l’estensione del rito sommario

«Abbiamo appreso che il Senato si appresterebbe ad approvare un emendamento alla manovra economica per generalizzare il rito sommario facendolo diventare il rito ordinario per la trattazione dei procedimenti civili».

Lo rende noto l’Anm, che “non può che ribadire la ferma contrarietà
all’intervento riformatore già espressa nel corso dei lavori parlamentari, in questo del tutto concorde con gli altri operatori del diritto”.

“La riforma in cantiere – sottolinea una nota – non elimina e neanche favorisce l’efficienza del processo perché non opera sull’arretrato esistente. Le regole del processo non sono inutile orpello ma il modo con cui le parti concorrono, con ordine, alla decisione del giudice”.

Eliminare la predeterminazione di tali regole, rimettendone la scelta alla valutazione discrezionale caso per caso, “rischia – sostiene ancora l’Anm – di generare prassi applicative diversificate con sicure ricadute negative in termini di garanzia dei diritti dei cittadini, di conflittualità tra le parti ed aumento delle controversie interpretative, le quali andrebbero a ripercuotersi sulle Corti d’Appello, già in affanno”.

L’Anm torna a ribadire che “una seria riforma della giustizia civile deve porsi il vero problema del c.d. ‘collo di bottiglia’, rappresentato dal momento della decisione, il cui spazio, spesse volte, per la complessità e delicatezza delle vicende processuali, non tollera di essere soffocato da tempi contingentati se non a scapito della qualità della risposta alla domanda di giustizia”.

“L’efficienza del processo civile può essere assicurata solo attraverso l’impiego di risorse adeguate”

 

In questo senso “la via da percorrere è quella, di recente intrapresa, dopo anni di stallo, di operare sulle risorse. L’efficienza del processo civile, infatti, non può essere assicurata da continui interventi sul rito, a costo zero, ma solo attraverso l’impiego di risorse adeguate per garantire l’operatività dell’ufficio per il processo in tutti i Tribunali, una seria revisione delle piante organiche, non solo degli uffici giudicanti, ma anche del personale di cancelleria, e delle circoscrizioni giudiziarie”.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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