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Medici specializzandi: vanno remunerati adeguatamente

Medici specializzandi: vanno remunerati adeguatamente

I giudici di Lussemburgo, con la pronuncia in commento, hanno richiamato la propria consolidata giurisprudenza, secondo la quale la remunerazione dei periodi di formazione relativi alle specializzazioni mediche tanto a tempo pieno che ridotto, previsto dalle direttive 75/362 e 75/363, come successivamente modificate, come tale incondizionato e sufficientemente preciso (cos CGUE, 25 febbraio 1999, C-131/97; 3 ottobre 200, C-371/97). Tuttavia, le direttive citate non recano alcuna indicazione n per quanto attiene alla remunerazione da considerarsi adeguata, n in merito ai relativi metodi di calcolo.

Simili definizioni rientrano nella competenza degli Stati membri, i quali devono adottare misure di attuazione particolari. La Corte, al riguardo, ha gi statuito che l’obbligo degli Stati membri, risultante da una direttiva, di raggiungere il risultato previsto da quest’ultima, nonch di adottare qualsiasi misura a carattere generale o particolare idonea ad assicurare l’esecuzione di tale obbligo si impongono a tutte le autorit degli Stati membri nell’ambito delle loro competenze, comprese le autorit giurisdizionali. Sul punto, la sentenza in commento ricorda che, anche in assenza di specifiche misure nazionali di trasposizione di una direttiva, spetta al Giudice nazionale interpretare il diritto nazionale quanto pi possibile alla luce del tenore letterale e della finalit della direttiva in questione, in modo da raggiungere il risultato perseguito da quest’ultima. Ci esige che il Giudice nazionale faccia tutto quanto gli compete, prendendo in considerazione il diritto interno nella sua globalit e applicando i metodi di interpretazione riconosciuti da tale diritto (CGUE, 18 dicembre 2014, C-131/13, 163/13 e 164/13). In caso di mancata trasposizione della direttiva, il diritto dell’Unione impone agli Stati membri di risarcire i danni che essi abbiano causato ai singoli in ragione della mancata attuazione, purch la norma giuridica violata sia preordinata a conferire ai singoli determinati diritti il cui contenuto pu essere identificato, la violazione sia sufficientemente qualificata ed esista un nesso di causalit diretto tra l’omessa trasposizione che incombe sullo Stato ed il danno subito dai soggetti. Come sopra esposto, la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha riconosciuto titolo ai medici specializzandi “ante 1990” per formulare richiesta indennitaria nei termini di cui sopra (cfr. Cass., Sezioni Unite, 9147/2009). La Corte di Giustizia, nel rispondere al quesito postole dal Giudice del rinvio, ha altres indirettamente precisato il quantum spettante agli specializzandi, individuando cos il regime giuridico dei corsi di formazione svoltisi negli anni 1983-1990, di cui il legislatore italiano non ha, a tutt’oggi, previsto la remunerazione. Al fine di rimediare alle conseguenze pregiudizievoli per la tardiva attuazione delle direttive ed assicurare la congruit del risarcimento del danno (rectius indennit) per i beneficiari, secondo l’interpretazione del diritto dell’Unione fornita dalla Corte, spetta al giudice nazionale compiere una retroattiva, regolare e completa applicazione delle misure di attuazione delle direttive poste in essere da parte del legislatore (nel caso di specie, con il D.Lgs. n. 257/1991, che ha previsto 11.103,00 annui). La Corte, nella citata pronuncia, ha altres statuito che possono essere ristorate le perdite supplementari che i medici specializzandi hanno subito per il fatto di non aver potuto beneficiare nel momento previsto dei vantaggi pecuniari garantiti dalle direttive in parola (CGUE, 25 febbraio 1999, C-131/97; 3 ottobre 200, C-371/97). La Corte di Giustizia ha infine precisato come il termine di trasposizione di una direttiva mira a dare agli Stati membri il tempo necessario per adottare le misure destinate al recepimento della direttiva stessa, cosicch questi Stati non possono vedersi imputare l’omessa trasposizione della direttiva nel loro ordinamento prima che il termine di cui sopra sia giunto a scadenza, bens solo successivamente (cfr. CGUE, 27 ottobre 2016, C-439/16). In conclusione, all’esito del rinvio pregiudiziale, stato chiarito che le direttive 75/362 e 75/363, come successivamente modificate, vanno interpretate nel senso che l’adeguata remunerazione deve essere corrisposta ai medici specializzandi per la formazione a tempo pieno e a tempo parziale a partire dal 01.01.1983 e per tutta durata del corso, anche se iniziato nel corso del 1982.

Fonte: Studio Cataldi