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Medicina, corsia di riserva per gli esclusi

Medicina, corsia di riserva per gli esclusi

università

di Guglielmo Saporito

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2′ di lettura

Va privilegiata l’ammissione con riserva degli studenti che chiedono di accedere corsi laurea in medicina ed odontoiatria, anche se le prove selettive hanno avuto esito sfavorevole: questo è l’orientamento espresso Consiglio di Stato con una serie di ordinanze cautelari (l’ultima 4065/2019 del 13 agosto). I corsi di laurea a accesso programmato prevedono una prova di ammissione con soluzione di 60 quesiti. Per l’anno accademico 2018/19, è stata pubblicata una graduatoria unica il 2 ottobre 2018, contestata sia per ciò che riguarda i 60 quesiti, sia in relazione al decreto ministeriale 337/18, che non consente la distribuzione dei posti liberi non occupati dai candidati non comunitari.

Altre contestazioni riguardano gli atti di programmazione degli atenei nella parte in cui le università stimano di poter bandire un numero di posti inferiori rispetto alle effettive possibilità di didattica. Numerosi candidati esclusi dall’accesso, anche se collocati in graduatoria a migliaia di posizioni di distanza all’ultimo ammesso, si sono rivolti dapprima al Tar del Lazio, ottenendo una serie di provvedimenti sfavorevoli, e poi al Consiglio di Stato, che ha ammesso gli aspiranti ai corsi di laurea. Le aspiranti matricole contestavano, tra l’altro, la ragionevolezza e adeguatezza della programmazione complessiva dei posti, osservando che lo stesso Ministero aveva elevato di 1.600 posti l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e odontoiatria e protesi dentaria, confermando un sottodimensionamento dei posti disponibili. Proprio su questo tema è sorto un contrasto tra giudici cautelare di primo e secondo grado: il Tar Lazio aveva posto l’accento sulla invalicabilità, per saturazione, del numero dei posti calibrato sulle capacità formative comunicate dagli atenei (articolo 3, legge 264/99), a tutela sostanziale del diritto allo studio, della graduatoria concorsuale di merito, della necessità di strutture organizzative adeguate per la formazione dei futuri medici e di concrete possibilità, per gli stessi, di accedere alla specializzazione; inoltre, non sempre l’ammissione cautelare genera una sanatoria del corso degli studi qualora la sentenza finale sia sfavorevole.

In sede di appello, nell’agosto 2019 il Consiglio di Stato ha invece dato rilievo ai prevedibili futuri fabbisogni di personale sanitario. Il tutto, fino al 12 settembre, data dell’udienza di approfondimento.

Fonte: ilSole24ore