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Militari: trasferimento definitivo per ricongiungimento familiare

Militari: trasferimento definitivo per ricongiungimento familiare

Altro motivo di diniego che può accompagnarsi al primo può essere quello per cui l’Arma ritiene deficitaria, ad esempio, la situazione organica del comparto di corpo di appartenenza, ove si registrano, sempre secondo la tesi del datore, forti carenze di organico nei ruoli Brigadieri, Appuntati e Carabinieri.

La vicenda

Una situazione come quella descritta a titolo di esempio, in realtà si è verificata concretamente ed, al momento in sede cautelare, è stata risolta in senso favorevole per il militare interessato (Tar Lombardia sezione staccata di Brescia, Ordinanza n. 71/19 del 27.02.2019).

Vediamo allora, in sintesi, i tratti rilevanti di questa ordinanza, al fine di trarne spunti utili nel caso in cui si dovesse presentare una situazione analoga a quella commentata e, per conseguenza, il militare dovesse progettare la presentazione di un ricorso.

La valutazione del Tribunale

Esaminata la posizione processuale del ricorrente e dell’Amministrazione (che contesta la posizione dell’antagonista), il Tar propende per l’accoglimento dell’istanza cautelare del militare.
In primo luogo il Collegio giudicante afferma che la normativa in materia non impone la presentazione della domanda di trasferimento da parte di entrambi i coniugi (tra l’altro, nel caso concreto la richiesta della moglie risulterebbe in contrasto con la sua esigenza, messa in risalto nell’istanza, di assistere la madre invalida); in secondo luogo sottolinea che i pareri della linea gerarchica sono stati tutti favorevoli.
In terzo luogo nota che il diniego risulta carente di motivazione in merito alle esigenze organizzative ritenute ostative alla richiesta, con particolare riferimento alle peculiari funzioni assegnate al ricorrente nell’ambito del reparto di appartenenza e alla loro infungibilità: afferma infatti il Tar che non è congruo e coerente per l’Amministrazione riferirsi genericamente a presunte carenze di organico del Corpo di appartenenza.

Fonte: Studio Cataldi