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No all’amministrazione di sostegno per l’anziano padre che sperpera il patrimonio

No all’amministrazione di sostegno per l’anziano padre che sperpera il patrimonio


Negata l’amministrazione di sostegno ai figli anche se l’anziano padre sperpera il patrimonio se manca una “patologia psichiatrica”. Lo ha deciso il giudice tutelare della seconda sezione civile del Tribunale di Modena (giudice Masoni) con provvedimento del 3 novembre scorso, che ha respinto il ricorso presentato dai figli per ottenere l’istituto dell’amministrazione di sostegno a favore del padre.

La vicenda

Nel ricorso, i figli avevano spiegato che il padre stava dilapidando il proprio patrimonio, conducendo una vita al di sopra delle proprie possibilit e sperperando il proprio denaro in viaggi, serate e donne. Ma l’uomo non risulta affetto da alcun vizio di mente, n mai stato in cura psichiatrica.

Nonostante ci, i figli chiedevano la nomina di un amministratore di sostegno – figura istituita per quelle persone che, per effetto di un infermit o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilit, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi – proprio in ragione del comportamento prodigale del padre, da loro ritenuto uomo fragile, debole e vittima di vizi che lo inducono a sperperare ingenti somme di denaro.

La giurisprudenza

La questione sottoposta al Tribunale di Modena, in sostanza, la seguente: il comportamento prodigale di un soggetto pu giustificare, in se stesso, la compressione della sua capacit di agire? O pi condivisibile un’impostazione secondo cui, quando la sua attivit rappresenta una consapevole e libera scelta, scevra da patologie mentali, la sua autonomia non pu e non deve essere limitata, anche se da ci risultino compromesse le sue consistenze patrimoniali?

Gli orientamenti giurisprudenziali, sul punto, sono divisi e contrastanti.

Un primo orientamento, pi risalente, riteneva rilevante, per adottare un provvedimento di inabilitazione, misura di tutela vicina all’amministrazione di sostegno, anche se pi restrittiva della libert della persona e caratterizzata da alcune diverse sfumature, l’obiettiva prodigalit, ossia l’abitudine di spendere in modo disordinato e smisurato rispetto alle proprie condizioni economiche.

Un secondo orientamento, pi moderno, ritiene che la sola compromissione del patrimonio familiare non sia sufficiente a giustificare un provvedimento limitativo della capacit di agire, quando l’attivit della persona – che non sia affetto da vizio di mente – risponde a una libera e cosciente scelta di vita. In questo senso orientata anche la pi accorta dottrina che afferma che la limitazione della capacit di agire di un individuo pu essere giustificata solo in presenza di un’alterazione mentale.

La decisione

Il giudice tutelare del Tribunale di Modena, abbracciando proprio questa pi liberale impostazione, non ha, pertanto, ritenuto di accogliere il ricorso, sulla scorta del fatto che, in sostanza, la libera scelta di un individuo di adottare un comportamento prodigale, anche se ci porti a dilapidare il proprio patrimonio, rientra pienamente nella sua sfera di libert che l’ordinamento non pu e non deve comprimere, al di l del fatto che questa condotta sia discutibile sotto un profilo morale.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore