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Pace fiscale, ultimi controlli per chiudere le liti con le Entrate

Pace fiscale, ultimi controlli per chiudere le liti con le Entrate

Rush finale per tre condoni della pace fiscale voluta dal governo gialloverde. Il 31 maggio scadono i termini della prima
o unica rata per chi ha deciso di rottamare definitivamente i contenziosi aperti con l’amministrazione finanziaria, dalle
Commissioni tributarie fino alla Cassazione, o ancora per chi vuole cancellare con il pagamento di 200 euro le contestazioni
del Fisco per errori formali e, infine, se si vogliono definire senza il pagamento di sanzioni e interessi i processi verbali
di constatazione, cosiddetti “Pvc”, emessi dalla Guardia di finanza nei confronti di imprese e contribuenti in occasione
di verifiche e controlli.


Chiusura delle liti pendenti
Cittadini e imprese possono chiudere una volta per tutte i contenziosi aperti con l’agenzia delle Entrate e per i quali il
ricorso in primo grado stato notificato entro il 24 ottobre 2018. Non solo. Per essere ammessi alla sanatoria deve risultare
che alla data di presentazione della domanda di adesione al condono, il processo non si sia concluso con una pronuncia definitiva.
Come ha gi chiarito la stessa agenzia delle Entrate, nel caso in cui le somme oggetto della sanatoria da chiudere siano state
definite con la rottamazione-bis delle cartelle, il perfezionamento della definizione della controversia subordinato al
versamento delle rate di luglio, settembre e ottobre 2018 entro il 7 dicembre 2018 dovute all’agente della riscossione per
la rottamazione-bis.

GUARDA IL VIDEO – Pace fiscale, condoni alla carta: undici sanatorie in un anno

Entro venerd 31 maggio i contribuenti in lite con il Fisco potranno dunque definire le liti pendenti con il pagamento del
100% del valore della controversia, senza sanzioni e interessi, in caso di sconfitta del contribuente o di ricorso notificato
al 24 ottobre 2018, ma non ancora depositato o trasmesso alla Commissione tributaria provinciale (Ctp), con il pagamento del
90% del valore della controversia in caso di ricorso pendente in primo grado e depositato o trasmesso alla Ctp alla data del
24 ottobre 2018, con il pagamento del 40% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia in primo grado
o con il pagamento del 15% del valore della controversia in caso di sia sempre l’Agenzia a perdere la causa in secondo grado
(Commissione tributaria regionale). Il condono, inoltre, arriva fino in Cassazione.


Le liti pendenti al “Palazzaccio” al 19 dicembre 2018 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl fiscale
collegato alla manovra di bilancio), per le quali le Entrate hanno perso in tutti i precedenti gradi di giudizio, possono
essere chiuse con il pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia.

La domanda di adesione dovr comunque riguardare una singola lite. Per essere valida ai fini dell’adesione al condono i contribuenti
dovranno presentarla in via telematica entro il 31 maggio 2019. Sempre entro fine maggio va effettuato anche il pagamento
delle somme dovute o della prima rata utilizzando il modello F24. Attenzione che per ciascuna controversia autonoma va effettuato
un separato versamento. Se non ci sono importi da versare, la definizione agevolata si perfeziona con la sola presentazione
della domanda. Possibile anche rateizzare i versamenti superiori ai mille euro per ogni controversia. Per le somme inferiori
o pari a mille euro, invece, necessario fare un unico versamento, sempre entro il 31 maggio 2019. Le somme superiori a mille
euro possono essere versate in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo.

Duecento euro per dire addio all’errore formale
Per chi ha fatto errori ritenuti “formali” dal Fisco possibile regolarizzare, complessivamente per ciascun periodo d’imposta,
le irregolarit, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale. Questo solo se entro il 31 maggio
prossimo il contribuente effettua il versamento di 200 euro per ciascuno dei periodi d’imposta cui si riferiscono le violazioni
formali indicati nel modello F24. Attenzione: il contribuente libero di scegliere quali e quanti periodi d’imposta regolarizzare.
La regolarizzazione di irregolarit od omissioni, ha ricordato l’agenzia delle Entrate, riguarda la regolarizzazione degli
errori e delle omissioni che non incidono sulla determinazione o sul pagamento del tributo. Si tratta, ad esempio, di errori
commessi nella presentazione di dichiarazioni annuali, l’omessa o irregolare presentazione delle comunicazioni dei dati delle
fatture emesse e ricevute, pi noto come “spesometro”, le liquidazioni periodiche Iva o ancora l’omessa, irregolare o incompleta
presentazione degli elenchi Intrastat cos come la mancata restituzione dei questionari inviati dall’agenzia delle Entrate
o da altri soggetti autorizzati.

Il versamento pu essere effettuato in due rate di pari importo, la prima entro il 31 maggio 2019 e la seconda entro il 2
marzo 2020. consentito anche il versamento in un’unica soluzione entro il 31 maggio prossimo.


Le verifiche della Gdf
Il terzo condono in scadenza riguarda i processi verbali di constatazione, pi noti agli addetti ai lavori con l’acronimo
“Pvc”. Il decreto fiscale di fine 2018 ha previsto tra i 10 condoni della Pace fiscale anche la possibilit di definire il
contenuto integrale dei Pvc consegnati, spesso dalla Guardia di Finanza al termine delle sue verifiche sul campo, entro il
24 ottobre 2018. Per essere valida la sanatoria sempre alla stessa data il contribuente non deve aver ricevuto un invito
al contraddittorio o notificato un avviso di accertamento.

La definizione dei Pvc integrale e deve riguardare tutte le violazioni – in materia di imposte dirette e relative addizionali,
contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, Irap, Ivie, Ivafe e Iva – contenute nel Pvc riferite a un singolo
periodo d’imposta.

Per aderire alla definizione agevolata i contribuenti interessati dovranno presentare la dichiarazione integrativa entro il
31 maggio 2019 e pagare le imposte autoliquidate senza applicazione di sanzioni e interessi. Si pu effettuare un solo versamento
delle somme dovute o, in alternativa, rateizzare gli importi dovuti in 20 rate trimestrali di pari importo. Le rate successive
alla prima del 31 maggio prossimo devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre con gli interessi calcolati
dal giorno successivo al termine di versamento della prima rata.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore