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Particolare tenuità del fatto: aspetti problematici

Particolare tenuità del fatto: aspetti problematici

Analisi degli aspetti applicativi problematici della non punibilit ex art. 131-bis del codice penale, con riferimento al reato continuato, ai procedimenti innanzi al giudice di pace e alla guida in stato di ebbrezza

Avv. Marcello Mattucci – L’articolo 131-bis del codice penale, introdotto con il D.Lgs. n. 28/2015, rubricato non punibilit per particolare tenuit del fatto, descrive una causa di non punibilit applicabile alla ricorrenza di specifici presupposti.

La particolare tenuit del fatto: inquadramento e ratio legis

In primo luogo, per espressa previsione normativa, richiesto che:1) il reato venga punito con la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni o ,con la pena pecuniaria, sola o congiunta alla pena detentiva,2) la modalit in cui si realizzata la condotta o l’esiguit del danno o del pericolo abbiano realizzato un’offesa di particolare tenuit 3) che il comportamento non sia abituale e che l’autore del fatto non sia stato dichiarato delinquente abituale o per tendenza e non abbia commesso pi reati della stessa indole.

Costituiscono, invece, cause ostative all’operativit dell’istituto de quo: la circostanza che l’autore abbia agito per motivi abietti o futili, o con crudelt, anche in danno di animali, o abbia adoperato sevizie o, ancora, abbia profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all’et della stessa ovvero quando la condotta abbia cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.

La ratio legis risponde, per un verso, all’esigenza di deflazionare il contenzioso giudiziario penale e, per l’altro, non punire fatti ritenuti bagatellari.

Tenuit del fatto: rilievi processuali

Come noto, alla chiusura delle indagini preliminari, il pubblico ministero pu esercitare l’azione penale o richiedere l’archiviazione. Tale ultima eventualit ricorre non solo laddove la notizia di reato risulti infondata, giusta previsione dell’articolo 408 c.p.p. I comma, ma anche allorch risulti mancante una condizione di procedibilit, se il reato estinto o, se il fatto non previsto dalla legge come reato. Tra le novit apportate dal D.Lgs. n.28 del 2015 figura una nuova ipotesi di archiviazione che la pubblica accusa pu richiedere al GIP: la particolare tenuit del fatto. Viene ammessa pertanto tale causa di non punibilit sin dalla fase procedimentale.

Anche a livello propriamente processuale viene in rilievo l’istituto in commento, infatti, giusta previsione dell’articolo 425 del codice di rito, il GUP pu emettere nell’udienza preliminare una sentenza di non luogo a procedere anche quando la persona non sia punibile per qualsiasi altra causa, riferendosi tale inciso evidentemente anche alla particolare tenuit del fatto.

Ulteriore elemento di novit che emerge a livello processuale si evince nel disposto dell’articolo 469 e, segnatamente, nel I comma bis. Viene ammessa la possibilit di pronunciare un provvedimento di proscioglimento per non doversi procedere in fase predibattimentale, oltre che nei casi gi tassativamente indicati, anche quando l’ imputato non punibile ai sensi dell’articolo 131 bis.

Da ultimo, in dibattimento, oltre alle consuete formule assolutorie contenute nell’articolo 530 c.p.p., l’imputato pu essere assolto anche quando non punibile per altra ragione ,comprendendo, pertanto in tale ipotesi, anche la particolare tenuit del fatto.

Art. 131-bis c.p.: aspetti applicativi problematici

I principali nodi problematici presentati da questo nuovo istituto riguardano la sua applicazione con riferimento all’ipotesi della continuazione, ai procedimenti di competenza del Giudice di Pace e rispetto alla ipotesi della guida in stato d’ebbrezza prevista e punita dall’art. 186 del Codice della Strada.

Reato continuato

Con riguardo alla continuazione, contemplata dall’articolo 81 c.p. II comma, non si registra unanimit di vedute in giurisprudenza. Secondo gli Ermellini, infatti, l’elemento ostativo costituito dalla commissione di pi reati della stessa indole pu essere ravvisato anche quando trattasi di reati avvinti dal vincolo della continuazione e presi in considerazione, come tali, nell’ambito del medesimo procedimento penale. (Cassazione penale, sez. V, 14/11/2016, n. 4852). Non sulla stessa linea interpretativa si orienta un altro provvedimento della Suprema Corte secondo cui la causa di esclusione della punibilit per particolare tenuit del fatto di cui all’art. 131 – bis cod. pen. non pu essere dichiarata in presenza di pi reati (nella specie, due danneggiamenti) legati dal vincolo della continuazione, in quanto anche il reato continuato configura un’ipotesi di “comportamento abituale” per la reiterazione di condotte penalmente rilevanti, ostativa al riconoscimento del beneficio, essendo il segno di una devianza “non occasionale”. (Cassazione penale, sez. II, 15/11/2016, n. 1).

Pi recentemente, la Cassazione ha, invece, ammesso l’operativit della particolare tenuit del fatto con riguardo alla continuazione, in contrasto con quanto precedentemente era stato affermato. Nello specifico, i supremi giudici asseriscono che la causa di esclusione della punibilit per particolare tenuit del fatto di cui all’art. 131-bis cod. penale pu essere dichiarata anche in presenza di pi reati legati dal vincolo della continuazione, giacch quest’ultima non si identifica automaticamente con l’abitualit nel reato, ostativa al riconoscimento del beneficio, non individuando comportamenti di per se stessi espressivi del carattere seriale dell’attivit criminosa e dell’abitudine del soggetto a violare la legge. In motivazione, la Corte ha specificato che il giudice, in presenza di un reato continuato, per decidere sulla meritevolezza o meno del beneficio da parte dell’imputato, chiamato a soppesare – in relazione alla modalit della condotta ed all’esiguit del danno o del pericolo – l’incidenza della continuazione in tutti i suoi aspetti, tra cui la gravit del reato, la capacit a delinquere, i precedenti penali e giudiziari, la durata temporale della violazione, il numero delle disposizioni di legge violate, gli effetti della condotta antecedente, contemporanea e susseguente al reato, gli interessi lesi ovvero perseguiti dal reo e le motivazioni a delinquere (Cassazione penale, sez. II, 29/03/2017, n. 19932).

La guida in stato di ebbrezza

Per quanto attiene alla guida in stato d’ebbrezza, dapprima le Sezioni Unite e, successivamente, le sezioni semplici hanno ammesso l’applicazione dell’articolo 131 bis. Secondo le Sezioni Unite la causa di non punibilit per particolare tenuit del fatto di cui all’art. 131-bis c.p. compatibile con il reato di guida in stato di ebbrezza, caratterizzato dalla presenza di soglie di punibilit all’interno della fattispecie tipica, rapportate ai valori di tassi alcolemici accertati. E aggiungono: la causa di non punibilit per la “particolare tenuit del fatto” (art. 131 bis c.p.) si applica a ogni fattispecie criminosa, in presenza dei presupposti e nel rispetto dei limiti fissati dalla medesima norma. La Corte, in particolare, nell’ambito di procedimento penale per il reato di guida sotto l’influenza dell’alcool, ha escluso che la previsione di una soglia di punibilit sia di per s ostativa all’applicabilit dell’istituto. (Cassazione penale, sez. un., 25/02/2016, n. 13681).

In un’altra sentenza dello scorso anno gli Ermellini, pur non escludendo la configurabilit della particolare tenuit del fatto , ne subordinano l’applicazione alla guida in stato d’ebbrezza alla sussistenza dei parametri forniti dall’articolo 133 c.p. Cos viene disposto: ai fini della configurabilit della causa di esclusione della punibilit per particolare tenuit del fatto, prevista dall’art. 131 -bis c.p., il giudizio sulla tenuit richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarit della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell’art. 133, comma 1, c.p., delle modalit della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell’entit del danno o del pericolo. (Cassazione penale, sez. IV, 12/01/2017, n. 27488). Sempre nel 2017 si ricorda il provvedimento (Cassazione penale, sez. IV, 30/05/2017, n. 34377)con cui si afferma che la particolare tenuit del fatto si applica anche all’ipotesi di guida in stato di ebbrezza.

I procedimenti innanzi al giudice di pace

L’ultimo punto controverso si riferisce ai procedimenti celebrati dinanzi al giudice di pace. Sulla questione de qua si registrano due interessanti decisioni. La prima (Cass. Sez. V, 13.1.2017, n. 15579) ammette la causa di non punibilit per i reati di competenza del giudice di pace, essendo l’articolo 131 bis norma pi favorevole all’ dall’art. 34 D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274. La seconda ha coinvolto le Sezioni Unite che hanno escluso la particolare tenuit del fatto nei procedimenti pendenti dinanzi al giudice di pace essendo diversi nei presupposti e negli effetti l’articolo 131 bis e l’art. 34 D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, non sussistendo tra le due norme alcun rapporto di genere a specie. (Cassazione, S.U. novembre 2017 n.53683).

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Avvocato Marcello Mattucci

avv.marcellomattucci@gmail.com

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Laureato presso l’Universit degli studi di Parma con la tesi intitolata “Causalit omissiva e responsabilit penale del medico”, Relatore Paolo Veneziani. Iscritto all’Albo degli avvocati di Teramo.Si occupa di diritto del lavoro, civile, penale. Studio legale sito in Atri (Teramo) alla via Saverio Mattucci n.2, tel. 08587236.

Fonte: Studio Cataldi