fbpx
 

Pensioni, da quota 100 ai precoci: la corsa all’esodo può liberare 620mila posti di lavoro

Pensioni, da quota 100 ai precoci: la corsa all’esodo può liberare 620mila posti di lavoro

Due milioni di pensionamenti a un’et media appena inferiore ai 60 anni e un assegno mensile attorno ai duemila euro lordi.
Questa stata l’anzianit previdenziale Inps degli ultimi dieci anni. Un flusso di uscite costante dal mercato su una media
di circa 200mila lavoratori l’anno tutto compreso: dipendenti privati, parasubordinati e pubblico impiego. Con oscillazioni
al ribasso negli anni immediatamente successivi alla riforma Fornero e il ritorno sopra la media lo scorso anno con 224.329
nuovi assegni liquidati.

Quel flusso contiene tutti i pensionamenti anticipati rispetto alla vecchiaia, quelli cio con i requisiti dei 42 anni e 10
mesi dell’anno scorso per risalire ai “quotisti” con 35 anni minimi degli anni passati, senza dimenticare l’ondata recente
dei cosiddetti “esodati” che hanno ottenuto una delle otto salvaguardie post riforma 2011. Si tratta dei pensionati pi fortunati,
quelli con carriere senza buchi di versamenti e assegni calcolati con il vecchio metodo retributivo, nel quale la pensione
annua lorda si calcola moltiplicando gli anni di anzianit per l’ultima retribuzione annua lorda e per un tasso di rendimento
al 2 per cento.


I numeri delle uscite
L’anno prossimo, con l’arrivo di ”quota 100”, ovvero la possibilit di nuovi pensionamenti di anzianit con 62 anni e 38 minimi
di contributi, quel flusso potrebbe fare un salto quantico. Il governo stima 360mila candidati alla nuova pensione di anzianit.
L’ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), l’authority sui conti pubblici costituita nel 2014 a valle del fiscal compact, ha
detto invece che i “quotisti” potrebbero arrivare fino a 437mila: 212mila circa con una prospettiva di assegno a calcolo misto
e 224mila a calcolo totalmente retributivo, il pi vantaggioso come si diceva.

LA GRANDE FUGA POSSIBILE NEL 2019

La platea dei nuovi pensionati potenziali nel 2019 per canale di pensionamento. (Fonte: Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) su dati Inps)

I calcoli dell’Upb arrivano a un totale di 620.592 pensionati potenziali nel 2019 se si aggiungono anche i candidati alla
pensione di vecchiaia, gli altri anticipi e i lavoratori precoci, che potranno uscire con 41 anni di contributi avendo fatto
pi di un anno di impiego prima dei 19 anni e che rientrano in determinate condizioni di disagio sociale o lavorativo.


Non tutti i quotisti sceglieranno di cogliere l’opzione, naturalmente. Il cosiddetto “superamento della Fornero” prevede disincentivi
come il divieto di cumulo tra pensione e lavoro proprio per evitare un esodo di massa. Ma molti lo faranno. E saranno molti
in pi di quelli usciti finora con un anticipo: almeno il 50% in pi stando ai piani del ministero del Lavoro. L’impatto
sulla spesa sar importante e peggiorer il record storico che abbiamo toccato l’anno scorso, quando su 269,7 miliardi di
spesa per pensioni, alle anzianit sono andati 136,6 miliardi, il 51% spiega Stefano Patriarca, esperto di previdenza ed
ex consigliere economico a palazzo Chigi.

LE ANZIANIT 2008-17 IN TRE GRAFICI

(Fonte: Inps)

Tra pubblico e privato
I nuovi pensionati di anzianit dovrebbero arrivare per il 60% dal settore privato e per il 40% dal pubblico impiego. E, come
illustrato nella sezione Infodata del sito del Sole 24 Ore, lasceranno un vuoto soprattutto nel mercato del lavoro del Nord,
nelle province di Biella, Asti, Novara, Ravenna, Ferrara, Mantova e Rovigo, mentre al Centro le citt con maggiori pensionamenti
di anzianit potrebbero essere Arezzo e Siena.


Il governo, com’ noto, punta soprattutto a facilitare chi vuole andare in pensione perch avrebbe problemi a raggiungere
il traguardo della vecchiaia. E prevede che quei posti lasciati verranno rimpiazzati da lavoratori pi giovani. Stimare oggi
quale tasso di rimpiazzo si realizzer pressoch impossibile. Non esistono evidenze empiriche di una sostituzione uno a
uno ha ripetuto nei giorni scorsi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ricordando che le assunzioni sono molto influenzate
anche dalla congiuntura. Studi recenti hanno dimostrato che quando scattarono i nuovi requisiti Fornero, nel 2012, in piena
recessione, il mancato pensionamento di tre lavoratori senior ha in certi casi bloccato una nuova assunzione nella stessa
azienda. Ma i numeri cambiano come le stagioni, e ancora non sappiamo se la primavera di “quota 100” sboccer in un’economia
in crescita oppure, come temono molti economisti, di nuovo in stagnazione.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore