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Pensioni d`oro: arrivano i tagli

Pensioni d`oro: arrivano i tagli

Presentato il disegno di legge sul taglio degli assegni previdenziali superiori a 4mila euro. Ecco il testo e tutte le novit

di Gabriella Lax In arrivo i tagli alle pensioni d’oro. Alla base dell’intervento una istanza perequativa: da cavallo di battaglia della campagna elettorale, il taglio delle pensioni con importo superiore a 4.000 euro si concretizza con la presentazione alla Camera dai capigruppo di M5S e Lega D’Uva e Molinari, il 6 agosto scorso, del disegno di legge dal titolo “Disposizioni per favorire l’equit del sistema previdenziale attraverso il ricalcolo contributivo dei trattamenti pensionistici superiori a 4.000 euro mensili” (in allegato). Il provvedimento potrebbe essere esaminato dal Parlamento gi dal settembre prossimo.

Secondo i firmatari, la ratio del disegno di legge dettata dalla evidente necessit di apportare al settore pensionistico un correttivo improntato a ragioni solidaristiche e di equit sociale, ancor pi urgente nell’attuale fase socio- economica del Paese. Infatti, in costanza di una congiuntura economica che da qualche anno ha assunto un carattere di grave criticit, non solo in ambito nazionale, le fasce reddituali pi basse della popolazione si trovano ad affrontare difficolt sempre crescenti.

Pensioni d’oro, chi subir il taglio degli assegni?

I numeri parlano di circa 158mila pensioni nel mirino, con tagli che comporteranno un recupero per le casse dello Stato di 500 milioni di euro l’anno, dunque 5 miliardi in 10 anni. Il disegno di legge, nell’art. 1, evidenzia come gli interventi riguarderanno le pensioni superiori a 80mila euro lordi l’anno, quelle composte da un assegno pensionistico mensile superiore ai 4mila euro netti. Secondo qualcuno la lancetta potrebbe scendere a 3800 euro. Oggetto dei tagli gli assegni pensionistici dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, degli autonomi e dei vari fondi confluiti all’interno dell’Inps compresi i dipendenti pubblici, pi semplicemente quelli relativi ai vitalizi parlamentari o dei consiglieri regionali. I trattamenti pensionistici, si legge, sono ricalcolati riducendo le quote retributive alla risultante del rapporto tra il coefficiente di trasformazione relativo all’et dell’assicurato al momento del pensionamento e il coefficiente di trasformazione corrispondente all’et prevista per il pensionamento di vecchiaia. In sostanza il meccanismo di riduzione convenzionale, non viene calcolato su una valutazione dell’entit della contribuzione accreditata piuttosto in relazione all’et in possesso al momento del pensionamento nonch al valore dell’assegno pensionistico lordo. In linea di massima: quanto minore l’et di pensionamento maggiore sar, di conseguenza, la riduzione del trattamento pensionistico.

Pensioni d’oro e dubbi di costituzionalit

Prima del 2011 gran parte delle pensioni era assegnata con metodo retributivo. La riforma colpirebbe proprio la quota retributiva, penalizzando coloro che sono andati in pensione prima del tempo. Bassa et di pensionamento e pensione alta: in pratica le categorie che subiranno maggiori decurtazioni sono quelle in cui maggiore il rapporto fra il “coefficiente di trasformazione” in vigore quando si usciti dal mondo del lavoro e quello “effettivo”, ovvero quello che si sarebbe determinato andando in pensione all’et prevista dalla legge, circa 67 anni, nel caso in cui la legge dovesse essere in vigore dal 2019.

Sono tanti per i dubbi sulla costituzionalit del disegno di legge, le cui modalit previste non si concretizzano in un contributo di solidariet, ma in un ricalcolo da retributivo a contributivo che risolve in un prelievo fiscale solo per una quota di pensionati. Ma nella relazione introduttiva, i firmatari chiariscono che le misure proposte non costituiscono un contributo di natura tributaria, giacch non si tratta di somme prelevate e acquisite dallo Stato, n destinate alla fiscalit generale. Infatti il prelievo di competenza diretta dell’Inps, che lo trattiene all’interno delle proprie gestioni per specifiche finalit solidaristiche e previdenziali.

Taglio pensioni, clausola di salvaguardia ed esclusioni

La clausola di salvaguardia, all’art. 4 prevede che l’applicazione del meccanismo di ricalcolo, come previsto dal disegno di legge, non potr in alcun caso comportare la riduzione dei trattamenti pensionistici o degli assegni vitalizi interessati al di sotto della soglia degli 80.000 euro lordi annui, nonch perequazioni.

Infine, saranno escluse dal meccanismo le pensioni di invalidit, i trattamenti pensionistici di invalidit di cui alla legge 12 giugno 1984 n. 222, i trattamenti pensionistici riconosciuti ai superstiti e i trattamenti riconosciuti a favore delle vittime del dovere o di azioni terroristiche, di cui alla Legge n 466/1980 e successive modificazioni e integrazioni.

Fonte: Studio Cataldi