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Pensioni: ok condizionato del Garante per l`Ape volontaria

Pensioni: ok condizionato del Garante per l`Ape volontaria

Parere positivo ma condizionato da parte del Garante privacy in relazione all’accordo quadro tra il Ministero del lavoro, Abi e Ania per l’avvio dell’Ape volontaria

di Gabriella Lax – Arriva l’ok del Garante privacy all’accordo quadro sull’anticipo pensionistico volontario. Dunque c’ il parere positivo da parte dell’Autorit per la protezione dei dati personali in relazione all’accordo quadro tra il Mef (Ministero del lavoro), l’Abi (l’Associazione bancaria italiana) e Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) per l’avvio dell’Ape volontaria. Un parere tuttavia condizionato.

Il passo successivo sar far passare le relative tecniche di sicurezza della procedura telematica per la richiesta dell’anticipo pensionistico al vaglio del garante e chiarire soprattutto il ruolo svolto dall’Associazione nazionale delle imprese assicurative in relazione al trattamento dei dati personali.

Rilievi non da poco, ma che, anzi, potrebbero condizionare la partenza della misura istituita dalla Legge di Stabilit 2017, che doveva partire entro lo scorso primo maggio e che invece ha necessitato di tempi pi lunghi, considerato che il decreto attuativo (numero 150/2017) in vigore dallo scorso 18 ottobre ma non bastato. I chiarimenti chiesti dal Garante riguardano le procedure di scambio dei dati personali dei lavoratori che chiedono l’anticipo pensionistico.

Ape volontaria, le richieste del Garante Privacy

Dunque il via libera condizionato del Garante della privacy riguarda in particolare: la conoscenza prima della pubblicazione delle specifiche tecniche relative all’infrastruttura digitale attraverso la quale passano i dati fra banche, assicurazioni e Inps; delucidazioni sul ruolo di Ania in merito al trattamento dei dati.

Secondo l’accordo, l’associazione delle imprese assicurative potr accedere alla procedura telematica Inps grazie ad un proprio servizio, sul quale il Garante chiede altri chiarimenti. La preoccupazione nasce dal fatto che queste nuove informazioni necessarie possano aumentare il periodo di attesa rispetto alle procedure operative per far partire l’Ape volontaria.

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Fonte: Studio Cataldi