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Pensioni Quota 100: le finestre

Pensioni Quota 100: le finestre

Ultimi ritocchi alla riforma delle pensioni. Confermate Quota100 e la proroga a Opzione Donna. Per gli altri resta la pensione di vecchiaia, si uscir a 67 anni nel 2019

di Lucia Izzo – Nuovi dettagli emergono in ordine alla manovra pensionistica che nella sua fase di definizione finale: si sta provvedendo infatti agli ultimi ritocchi alle bozze recentemente circolate il cui testo definitivo atteso in Parlamento per oggi, o, comunque, agli inizi di novembre. Sul fronte pensioni, sembra che quota 100 uscir dalla manovra per camminare da sola, con un provvedimento ad hoc e i tecnici sono al lavoro per valutare le diverse opzioni che consentiranno l’operativit della c.d. “Quota 100” (ovvero la somma tra et e contributi).

In particolare, si attende di capire come funzioner il ritorno delle c.d. “finestre” e come queste saranno strutturate.

Ecco una panoramica del pacchetto pensioni per il 2019:
  1. Quota 100 con finestre per lavoratori pubblici e privati
  2. Pensione di vecchiaia: niente blocco successivo, si uscir a 67 anni nel 2019
  3. Opzione donna: proroga fino al 2021
  4. Pensioni personale di volo: ridotto il requisito anagrafico
  5. Fondi di solidariet bilaterali
  6. Pensioni d’oro: arriva il fondo risparmio

Quota 100 con finestre per lavoratori pubblici e privati

Nella sua versione pi aggiornata, il pacchetto pensioni prevede quattro finestre trimestrali destinate all’uscita dei lavoratori privati e due sole finestre semestrali per i dipendenti pubblici, mentre si passa a una finestra annuale (12 mesi) per il personale della scuola.

In sostanza, i lavoratori privati iscritti all’Inps che maturano i requisiti entro dicembre di quest’anno, potrebbero andare in pensione a partire dall’aprile 2019, mentre chi li matura a partire dal 2019 vedr la pensione trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Invece, i lavoratori pubblici che maturano i requisiti previsti da “Quota 100” entro il 31 dicembre avranno l’assegno pensionistico dal primo luglio; invece, ove i requisiti siano maturati successivamente, il diritto alla decorrenza dell’assegno sar maturato dopo 6 mesi.

Pensione di vecchiaia: niente blocco successivo, si uscir a 67 anni nel 2019

Nella prima bozza del pacchetto pensioni era previsto il blocco dell’et di vecchiaia fino al 2023, ma tale previsione sembra ora accantonata. Ci significa che, come previsto dalla legge Fornero, il requisito di vecchiaia potrebbe aumentare nel 2021 in quanto si adegua alla speranza di vita.

Nel secondo caso (pensione anticipata), la domanda si potr proporre al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), a prescindere dall’et. In questo caso, invece, i requisiti rimarranno fermi anche l’anno prossimo e in quelli successivi. Dovrebbe, infatti, operare il “blocco” (niente aumento di cinque mesi previsto) e l’adeguamento alla speranza di vita torner solo nel 2023. Tuttavia, prevista una finestra mobile trimestrale anche per chi esce con questa norma.

Inoltre, il pacchetto pensioni prevede il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro sopra i 5.000 euro annui per i primi due anni.

Opzione donna: proroga fino al 2021

Grazie all’uscita anticipata, queste potranno avere la pensione ricalcolata con il solo criterio contributivo e decorrenza posticipata di 12 mesi (18 per le autonome). Sar attiva, inoltre, una finestra mobile di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome. Non si applicher l’adeguamento legato alla speranza di vita.

Pensioni personale di volo: ridotto il requisito anagrafico

, infine, stato previsto uno “sconto” sul requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia del personale di volo che si ridurr di due anni, in totale di sette anni rispetto agli altri lavoratori. In pratica si potr andare in pensione di vecchiaia a 60 anni. La prestazione sar finanziata attraverso il diritto di imbarco di tre euro sui biglietti che diventer strutturale.

Fondi di solidariet bilaterali

Pensioni d’oro: arriva il fondo risparmio

Il fondo, mira a “garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti“, che verranno successivamente individuate da un decreto del ministro del Lavoro di concerto con il ministro dell’Economia.

Nella bozza, il “taglio” stato pensato a 5 fasce, ma in discussione vi sarebbe anche un’ipotesi con 4 fasce di riduzione che coinvolgerebbe anche coloro che hanno ottenuto una pensione con il sistema interamente contributivo.

Il prelievo quinquennale sarebbe suddiviso, dunque, in base a 5 distinte aliquote, ma sono previste due ipotesi con percentuali lievemente diverse: per gli assegni fino a 130mila euro lordi l’anno, vi sarebbe un taglio dell’8-10%; da 130mila a 200mila euro un taglio dell’assegno del 12-14%; fino a 350mila un taglio del 14-16%; fino a 500mila un taglio del 16-18% ; infine, un taglio del 20% secco oltre il mezzo milione.

Fonte: Studio Cataldi