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Pensioni “Quota 100”: rischio fuga per 140mila docenti, medici e infermieri

Pensioni “Quota 100”: rischio fuga per 140mila docenti, medici e infermieri

C’ un numero che circola da qualche settimana sul possibile impatto di “quota 100” sul pubblico impiego. E riguarda i 160mila dipendenti della Pa che la utilizzerebbero. Ma rischia di essere sottodimensionato
se vero che solo tra medici, docenti e infermieri si rischia di arrivare a 140mila unit. Al punto che il bacino complessivo
potrebbe addirittura superare le 300mila unit. Una stima comparto per comparto ancora non esiste. Per farci un’idea della
platea potenziale possiamo partire dal Conto annuale 2016 della Ragioneria geenrale dello Stato.


All’epoca nella fascia d’et 60-64 anni risultavano 440mila dipendenti. Ed a loro che bisogna guardare. Sottraendo i 62mila
trattamenti liquidati dall’Inps l’anno scorso resterebbero circa 380mila addetti nel 2018 con un’et superiore a 62anni. Molti
dei quali potrebbero approfittare di una delle finestre d’uscita che si apriranno da febbraio 2018.

Le possibili uscite nella scuola
Un conto ufficiale ancora non c’. Ma dalle parti di viale Trastevere circola un numero choc: a lasciare potrebbero essere
70-80mila docenti. Un turnover pi che doppio rispetto ai 30mila di quest’anno, che non pochi problemi hanno determinato:
su 57mila assunzioni in programma circa 25mila sono rimaste sulla carta. A causa della cronica mancanza di prof specializzati
per alcune materie e in alcune aree del Paese. Come riempire quei vuoti? Con una maxi-selezione che si aggiungerebbe al concorso-sanatoria
per infanzia e primaria e ai 10mila posti in pi per il sostegno. Ma difficilmente ci si riuscirebbe entro l’inizio del prossimo
anno scolastico.


L’esodo dalla sanit
In ambito sanitario l’emergenza rischia di essere ancora pi grave. Gli infermieri sono la categoria su cui “quota 100” impatterebbe di pi. Gi oggi mancano circa 53mila unit di personale: la formula “38+62” ne farebbe uscire 39mila soltanto
nel primo anno di applicazione. Una cifra che contribuirebbe a creare una voragine di 90mila unit di personale nel solo 2019.
A lanciare l’allarme la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). La cui presidente,
Barbara Mangiacavalli, mette in guardia sui rischi concreti per i cittadini: Abbiamo il dovere di sottolineare l’acuirsi
di una crisi nella gestione dell’organizzazione e dell’assistenza sanitaria, che avr ripercussione non solo sul lavoro dei
professionisti, ma soprattutto sulla salute delle persone. Oggi la media in Italia di undici pazienti per infermiere, a
fronte di una soglia ideale di sei pazienti per professionista, che si stima consentirebbe di abbattere la mortalit del 20
per cento.


Anche sul fronte dei medici la prospettiva “quota 100” non certo rosea, considerando il combinato disposto tra blocco del
turnover e gobba pensionistica. Attualmente – il bilancio elaborato dall’Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici
ospedalieri – escono dal Servizio sanitario nazionale per quiescenza i nati nel 1952/1953. Con la riforma l’uscita interesser in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957: pi di 25mila tra medici e dirigenti
sanitari, coincidendo con la parte della curva pensionistica che presenta le frequenze pi alte.
La riforma determinerebbe in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben quattro “scaglioni”. E i processi
previdenziali saranno cos rapidi, avvertono ancora i medici, da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica.
Come nel caso degli infermieri, i 25mila medici in uscita dal Ssn con “quota 100” andranno a sommarsi – spiega il segretario
nazionale Anaao Carlo Palermo – alle oltre 7mila unit di personale gi venute meno dal 2010 al 2016, secondo quanto certificato
dal Conto annuale dello Stato. A questo punto aspettiamo risposte concrete dal Mef e dalla Funzione pubblica. Il governo deve
mettere in campo le misure necessarie per accelerare l’entrata nel sistema di tutti i medici che si specializzeranno, attraverso
l’apertura dei concorsi e anticipando il meccanismo delle assunzioni.
Proposte a cui stanno lavorando Regioni e ministero della Salute, ma che si scontrano con la consueta “coperta troppo corta”
delle risorse in arrivo per la Sanit: un miliardo in pi – gi stanziato dalla scorsa legge di Bilancio – per il 2019.

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Fonte: ilSole24ore