Per l’edilizia novità ogni 20 giorni: ecco gli aggiornamenti normativi

Per l’edilizia novità ogni 20 giorni: ecco gli aggiornamenti normativi

La normativa edilizia cambia una volta ogni 23 giorni. O, se preferite, 16 volte all’anno. E non da ieri. Dalle regole sulla Scia al silenzio-assenso per il permesso di costruire, il lavorio di scrittura, riscrittura e cancellazione non si mai fermato, e tutto lascia pensare che continuer nei prossimi mesi. La novit pi recente di fine estate, con la legge sulla concorrenza (la 124/2017) intervenuta sugli aggiornamenti catastali a fine lavori. E ci sono diverse variazioni gi messe nero su bianco in Gazzetta Ufficiale e destinate a entrare in vigore in futuro: la pi lontana arriver nel 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere costruiti a energia quasi zero.

OTTO ANNI DI INSTABILIT

(*) antisismica, antincendio eccetera; (**) il conteggio considera la data del provvedimento, non quella di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore del Luned

Partendo dall’intesa Stato-Regioni del 1 aprile 2009, con cui l’allora premier Silvio Berlusconi lanci i piani casa per gli ampliamenti di villette e palazzine, Il Sole 24 Ore del Luned ha censito tutte le modifiche alla normativa nazionale sull’edilizia. Anche escludendo le leggi regionali e le norme sugli appalti e l’urbanistica, i ritocchi sono a oggi 133, di cui 77 – quasi il 60% – relativi al Testo unico dell’edilizia, quel Dpr 380 varato nel 2001 proprio per offrire un punto di riferimento agli operatori (e rivisitato con il classico decreto-correttivo l’anno dopo). Si dir che nell’epoca del digitale aggiornare una banca dati pi facile che editare la versione di un codice cartaceo, ma – al di l dell’adeguamento dei testi – la difficolt per chi chiamato ad applicare le norme facilmente immaginabile.

Fonti rinnovabili (e non solo)

Il capitolo che ha raccolto pi modifiche quello dell’edilizia privata (78 su 133), in cui rientrano in senso lato tutte le regole da rispettare prima, durante e dopo l’avvio dei cantieri. Seguono a grande distanza i ritocchi alle norme tecniche sulle costruzioni e i prodotti per l’edilizia (12, incluse antisismica e cablatura degli immobili), alle fonti rinnovabili (12), ai beni culturali (10), all’efficienza energetica e agli impianti termici (10).

Una spinta ai cantieri

Dietro alle modifiche ci sono ragioni diverse, e non sempre coerenti. Quando fu lanciato il piano casa, l’obiettivo era facilitare le ristrutturazioni dei privati, cos da aiutare le imprese del settore e l’economia in generale. Nello stesso filone si inseriscono anche le proroghe dei permessi di costruire: la prima con il decreto del fare (Dl 69/2013), diretta anche a contrastare il fenomeno dei permessi rilasciati ma non ritirati per la crisi che bloccava i costruttori; la seconda, un anno dopo con lo “sblocca-Italia”, che ha reso strutturale l’allungamento di validit.

Un altro pacchetto di interventi punta ad accelerare e semplificare l’avvio dei cantieri. Va in questa direzione, ad esempio, l’introduzione della Scia (con il Dl 78/2010), che bypassa i 30 giorni d’attesa imposti dalla vecchia Dia. Rivista per integralmente dal decreto Scia2 della scorsa estate. E sulla stessa falsariga si muovono anche i tanti tentativi di “sburocratizzazione”: sportello unico, allargamento delle opere in attivit edilizia libera, autorizzazione paesaggistica semplificata, maggiore utilizzo delle autocertificazioni (compresa la possibilit di autodichiarare l’agibilit, Dlgs 222/2016).

Il punto che la girandola di correzioni si tradotta in una sequela di cambiamenti procedurali che non hanno quasi mai intaccato i problemi di fondo: come far funzionare meglio gli uffici comunali, le soprintendenze e le altre autorit coinvolte, e come semplificare le norme edilizie sostanziali (spesso codificate nei piani comunali, pi che nelle leggi statali).

Norme Ue e moduli unici

L’Europa ci ha imposto vincoli costruttivi che hanno reso indispensabili edifici sempre pi performanti dal punto di vista energetico. Ma il permesso di costruire vincolato a una quota minima di energia rinnovabile, sempre frutto delle norme Ue, prenotato dal legislatore nel 2008 per il 2010, stato rinviato per due volte, prima di riuscire a divenire realmente operativo.

La continua modifica dei regimi autorizzativi ha poi costretto il legislatore a “semplificare” la semplificazione: nel 2014 sono nati i primi moduli unici per Scia, Cila e permesso di costruire, con l’intento dichiarato di standardizzare le migliaia di documenti diversi richiesti dai Comuni. Ma non hanno fatto in tempo a diffondersi e sedimentarsi: dal 1 luglio scorso sono stati rimpiazzati da una nuova modulistica, che Regioni e Comuni possono comunque adattare alle proprie specificit.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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