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Pignoramento: non si dovrà lasciare subito la casa

Pignoramento: non si dovrà lasciare subito la casa

Nella sua versione definitiva, invece, la norma ha previsto una totale riscrittura dell’art. 560 c.p.c. e ha esteso la suddetta tutela non solo ai debitori che vantano debiti nei confronti delle P.A., ma a tutti i tipi di debitori.

La norma stabilisce, in sostanza, che il debitore e i familiari che con lui convivono non perderanno il possesso dell’immobile in cui abitano e delle sue pertinenze sino al decreto di trasferimento. Il debitore dovrà, tuttavia, consentire, in accordo con il custode, che l’immobile sia visitato da potenziali acquirenti.

In sostanza, quando l’immobile pignorato è abitato dal debitore e dai suoi familiari il giudice non potrà mai disporre il rilascio dell’immobile pignorato prima della pronuncia del decreto di trasferimento.

Il custode nominato avrà il dovere di vigilare affinché il debitore e il nucleo familiare conservino il bene pignorato con la diligenza del buon padre di famiglia e ne mantengano e tutelino l’integrità. Al debitore sarà fatto divieto di dare in locazione l’immobile pignorato se non è autorizzato dal giudice dell’esecuzione.

Quando viene liberato l’immobile pignorato

In tutta una serie di casi, invece, sarà consentito al giudice ordinare la liberazione dell’immobile pignorato, sentiti il custode e il debitore, per lui ed il suo nucleo familiare.

Oltre all’ipotesi in cui l’immobile non sia abitato, la liberazione potrà ordinarsi nei casi in cui sia ostacolato il diritto di visita di potenziali acquirenti, oppure quando l’immobile non sia adeguatamente tutelato e mantenuto in uno stato di buona conservazione, per colpa o dolo del debitore e dei membri del suo nucleo familiare, nonché quando il debitore viola gli altri obblighi che la legge pone a suo carico.

Fonte: Studio Cataldi