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Posteggiatori abusivi soggetti a reato se recidivi

Posteggiatori abusivi soggetti a reato se recidivi

Con l’approvazione definitiva del decreto sicurezza (Dl 113/2018), entrano in vigore anche le modifiche al Codice della strada
introdotte dal Parlamento in sede di conversione. Torna cos l’abitudine di introdurre nel Codice novit “a pioggia”. Ecco
una sintesi di tutte le misure che riguardano la circolazione stradale.

Posteggiatori abusivi

La prima modifica, in ordine di lettura, l’integrale sostituzione del comma 15-bis dell’articolo 7 del Codice della strada,
in tema di contrasto ai parcheggiatori abusivi. La violazione rimane, nella sua forma base, praticamente inalterata: cambia
solo la sanzione pecuniaria (che resta comunque amministrativa), diminuita (prima poteva andare da 1.000 a 3.500 euro, ora
va da 771 a 3.101).

La vera novit l’ipotesi aggravata: se nell’attivit sono impiegati minori o se il soggetto gi stato sanzionato per la
medesima violazione con provvedimento definitivo, la violazione amministrativa si trasforma in reato contravvenzionale, punito
con l’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. In entrambe le ipotesi, si applica la confisca delle
somme ricavate.

Sequestro dei veicoli

La procedura di sequestro, in un certo senso, risulta snellita nel rinnovato testo dell’articolo 213 del Codice della strada
e pi incisivo nei confronti di conducente e proprietario, mentre mira a far risparmiare spese alla pubblica amministrazione.
Resta l’obbligo per il conducente o per il proprietario di far trasportare in sicurezza il veicolo sequestrato in luogo non
soggetto a pubblico passaggio, a proprie spese. In caso di rifiuto dell’obbligato o di sua impossibilit di agire nel senso
indicato dalla norma, l’organo di polizia stradale provvede direttamente, utilizzando uno dei depositi autorizzati.

L’inottemperanza all’ordine di provvedere direttamente al trasporto e ricovero del veicolo costa cara: sanzione da 1.818 a
7.276 euro (comunque in diminuzione rispetto alla previsione precedente da 1.835,00 a 7.341,00 euro), oltre alla sospensione
della patente da uno a tre mesi. Infine, il veicolo trasferito in propriet al titolare del deposito, quando, decorsi cinque
giorni dalla pubblicazione nel sito internet istituzionale della prefettura dell’avvenuto deposito, l’avente diritto non ne
abbia assunto la custodia, pagando i relativi oneri di recupero e trasporto. La circolazione abusiva durante il periodo di
sequestro punita con una sanzione da 1.988 euro a 7.953, oltre alla revoca della patente. La norma modifica anche l’attribuibilit
delle spese: nel caso di intervento da parte delle polizie municipali o provinciali, le spese saranno anticipate dagli enti
di appartenenza e non pi dalle Prefetture (quindi dallo Stato).

Fermo dei veicoli

Anche sul fermo del veicoli, il legislatore intervenuto nell’ottica di un revisione delle spese. In questo caso, come peraltro
avviene nel caso di sequestro, l’obbligo di far cessare la circolazione, trasportando in un luogo specifico il veicolo e custodirlo,
grava sul proprietario e gli altri obbligati, pena una sanzione amministrativa del pagamento da 776 a 3.111 euro, nonch la
sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

Ma la previsione pi impattante il richiamo all’articolo 213, che estende la procedura di affidamento a ciclomotori e motocicli:
prima venivano immessi nei depositi a cura della polizia. Anche qui gli enti locali dovranno anticipare le spese.

Censimento veicoli sequestrati

Con l’articolo 215-bis, nel Codice si introduce un nuovo modello di controllo delle giacenze di veicoli nei depositi, sempre
per porre sotto controllo e razionalizzare le spese. Con cadenza semestrale, i prefetti dovranno censire i veicoli giacenti,
il cui elenco verr pubblicato sul sito internet di ciascuna Prefettura. I proprietari, entro 30 giorni dalla loro pubblicazione,
potranno assumere in proprio la custodia, pagando contestualmente le somme dovute alla depositeria. L’estinzione del debito
consentir di evitare la confisca, prevista in caso di mancato pagamento del dovuto entro i 30 giorni.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore