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Precompilata con autocorrezione

Precompilata con autocorrezione

La precompilata concede una seconda chance per chi sceglie il «fai-da-te» e vuole autocorreggersi. Per ora i contribuenti possono solo visualizzare accedendo con le credenziali a disposizione alla dichiarazione predisposta dalle Entrate. Una fase in cui possono rendersi conto delle voci presenti e di quelle assenti (in questo caso sono arrivate anche segnalazioni relative a dati attesi ma mancanti sia tramite mail sia durante la videochat di ieri via Facebook). Si entrerà nel vivo solo a partire dal prossimo 2 maggio, ossia il giorno dal quale sarà possibile modificare, accettare e trasmettere il modello 730 (il modello Redditi, invece, si potrà inviare alle Entrate a partire dal 10 maggio). Ma che cosa fare se il contribuente si accorge di aver commesso un errore nel modello inviato? Il sistema consente una sorta di autotutela sprint. Infatti, a partire dal 28 maggio si può annullare l’invio.

Attenzione, però, perché – come precisa anche una risposta alle Faq sul sito dedicato della precompilata – una volta annullato il 730, all’Agenzia non risulta presentata alcuna dichiarazione. Di conseguenza il contribuente dovrà trasmetterne una nuova, altrimenti la dichiarazione risulterà omessa. Questa possibilità di autocorrezione, però, è soggetta a precisi limiti.

Il contribuente può procedere una sola volta e non di più all’annullamento del 730 già trasmesso direttamente alle Entrate.

Il termine ultimo per l’annullamento «fai-da-te» del modello precedentemente inviato è il 20 giugno.

Questo non significa che non ci siano altre opportunità di un dietrofront rispetto al 730 già spedito. Ma le vie da percorrere passano per altri canali o per un cambio del modello. In pratica si può presentare il 730 integrativo (ma solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata) entro il 25 ottobre passando, però, obbligatoriamente per un Caf o un intermediario abilitato. L’alternativa è cambiare tipologia dichiarazione, trasmettendo il modello Redditi correttivo entro il 31 ottobre 2018 o Redditi integrativo dopo tale scadenza.

Fin qui le scadenze. Nel merito, alcune delle domande arrivate alla videochat di ieri si sono soffermate sulla possibilità e sugli effetti dell’integrazione dei dati non presenti in precompilata. Il contribuente che procede autonomamente a modifiche con impatto su imponibile o imposta oppure a integrazioni (e da quest’anno debutta anche la modalità di compilazione assistita per i “ritocchi” sulle sezioni I e II del quadro E del 730) perde il vantaggio di essere escluso a priori da controlli formali in relazione agli oneri precaricati dalle Entrate in quanto comunicati da soggetti terzi. E anche l’inserimento nel 730 di un dato contenuto solo nel foglio informativo (come, ad esempio, la prima rata del bonus per lavori di ristrutturazione o risparmio energetico su singole abitazioni oppure sulle parti comuni di edifici residenziali qualora non vi sia congruenza tra gli importi comunicati dagli amministratori di condominio e i bonifici pagati dai condomìni e trasmessi alle Entrate da banche o Poste) rappresenta a tutti gli effetti un’integrazione della precompilata.

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Fonte: ilSole24ore