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Premi produttività, 51% nelle Pmi. Il governo propone un «patto»

Premi produttività, 51% nelle Pmi. Il governo propone un «patto»

C’ chi ha puntato su sanit e previdenza complementare; chi su istruzione e assistenza familiare; chi invece ha preferito
il premio di risultato cash in busta paga. Il ministero del Lavoro tornato a pubblicare i dati sulla contrattazione di
secondo livello: al 14 novembre gli accordi depositati sono saliti a 39.287 (all’ultima rilevazione di maggio ci si fermava
a poco pi di 32mila). I contratti attivi sono 16.367, 13.352 aziendali e i restanti 3.015 territoriali (un dato quest’ultimo
in crescita, spinto anche dall’accordo Confindustria-sindacati del luglio 2016 per sviluppare la cultura del premio di produttivit
nelle realt aziendali, specie Pmi, prive di rappresentanze sindacali).

Il 51% dei contratti attivi riguarda imprese sotto i 50 dipendenti (un altro 15% aziende tra i 50 e 99 – il restante 34% imprese sopra i 100 addetti). Il 40% interessa il settore industria,
il 59% i servizi, l’1% l’agricoltura. Dei 16.367 contratti attivi, la stragrande maggioranza, 12.885, si propone di raggiungere
obiettivi legati a produttivit; 9.709 redditivit, 7.840 qualit, 7.553 misure di welfare e 2.302 piani di partecipazione
(ciascun contratto pu prevedere pi obiettivi).


I lavoratori beneficiari di premi di produttivit, considerati contratti aziendali e territoriali, sono 3,2 milioni e l’importo
medio di 1.479,59 euro
. Le persone che invece hanno fruito di welfare sono 2,5 milioni con un valore medio di 1.545,07 euro (in base all’accordo,
ciascun addetto pu aver preso in parte premio e in parte welfare).

L’attuale normativa, ripristinata nel 2016, prevede la cedolare secca del 10% sui premi di risultato fino a 3mila euro ed
entro un tetto massimo di 80mila euro di reddito
(si intercettano operai, impiegati e una fetta di quadri e dirigenti non apicali); se si trasforma il cash in misure di
welfare prevista la completa esenzione fiscale. in vigore anche un mini incentivo per l’azienda: in caso di coinvolgimento
paritetico sui primi 800 euro scatta una decontribuzione di 20 punti.


Certo, la contrattazione di secondo livello si concentra quasi prevalentemente nel Nord-Italia: prendendo a riferimento i 16.367 accordi attivi infatti il 76% delle imprese interessate risiede al Nord (17% al Centro,
appena il 7% al Sud); e ci sono ancora paletti e appesantimenti burocratici per le imprese (da ultimo, quelli introdotti,
per fruire degli sgravi, da un recente circolare Entrate-Lavoro).

Il tema dello scambio virtuoso salario-produttivit quanto pi “in prossimit” della fabbrica tuttavia strategico; e anche l’attuale governo pronto a supportarlo: Occorre stimolare aumenti di produttivit – spiega Pasquale Tridico,
economista del lavoro a Roma3 e consigliere economico del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio -. necessario, quindi, un patto
per la produttivit all’interno di una cornice di dialogo sociale tra le parti, per il rilancio della produttivit delle aziende
e del sistema paese.


A livello tecnico si starebbe ragionando sui tetti: gli attuali 80mila euro di reddito potrebbero salire a 100mila per allargare
la platea dei lavoratori interessati
. Il punto che bisogna recuperare il Sud, dove tutti gli indicatori dall’occupazione all’istruzione alla produttivit
sono negativi – evidenzia il presidente del Cnel, Tiziano Treu -. Positiva la diffusione del welfare, qui bisognerebbe darsi
delle priorit rivedendo l’art 51 del Tuir con un riordino delle agevolazioni.

Il fatto che quasi met dei 16.367 contratti attivi prevedono misure di welfare aziendale conferma che questo strumento gestionale
si ormai consolidato
– aggiunge Stefano Passerini, a capo dell’area sindacale di Assolombarda -. I 2.302 contratti che prevedono un piano di
partecipazione sono un primo segnale della sfida culturale che vedr coinvolta, nei prossimi anni, l’organizzazione del lavoro.

LA MAPPA DEGLI ACCORDI DI SECONDO LIVELLO

Contratti depositati da aziende, attivi a novembre 2018 (* dal valore minimo al valore massimo a seconda del comparto, valori in euro – Fonte: ministero del lavoro)

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore