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Prescrizione: al lavoro su stop dopo primo grado

Prescrizione: al lavoro su stop dopo primo grado

Il Governo al lavoro su una riforma “seria ed equilibrata della prescrizione”, tra cui appunto lo stop dopo il primo grado. Novit in arrivo anche sul fronte intercettazioni

di Redazione Stop alla prescrizione dopo il primo grado. una delle opzioni su cui sta lavorando il Governo per la riforma della prescrizione. Lo ha annunciato ieri il ministro della giustizia Bonafede chiamato ad illustrare il programma del proprio dicastero in commissione al Senato. Dopo aver descritto gli interventi che si vogliono realizzare sul fronte della riforma del processo civile, il Guardasigilli si soffermato su prescrizione e intercettazioni, assicurando che le prime novit arriveranno gi in autunno.

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Prescrizione: Bonafede, riforma seria ed equilibrata

Nel 2017, i procedimenti prescritti sono stati 125.551, dei quali il 25,8% in grado di appello, con un’incidenza del 9,4% sul totale dei procedimenti (era l’8,7% nel 2016). Con questi dati alla mano, che “aiutano a comprendere meglio la portata della questione e la necessit di un intervento strutturale tale da riportarne le dimensioni a livelli accettabili da parte della comunit di cittadini”, il ministro ha anticipato le ipotesi su cui il Governo al lavoro per una “riforma seria ed equilibrata della prescrizione”.

“Il decorso della prescrizione causa ogni anno la morte anticipata di decine di migliaia di processi vanificando de facto il lavoro svolto in sede di indagine e durante i vari gradi processuali e causando sostanzialmente uno spreco di risorse e tempo prezioso” ha spiegato quindi Bonafede, precisando che “l’abnorme quantitativo di procedimenti falcidiati dalla scure dell’intervenuta prescrizione si , inoltre, tradotto in un incentivo a difendersi non solo nel merito del processo, bens attraverso la strada della decorrenza dei termini previsti”.

“La ricerca della verit e l’esigenza di giustizia devono essere tutelate dall’uso pretestuoso di un istituto che, pur avendo una funzione originaria nobile, quale quella di garanzia dell’effettivo diritto all’oblio del cittadino rispetto a comportamenti risalenti nel tempo e di realizzazione di un principio di economia dei sistemi giudiziari non pu prestarsi a scudo di comportamenti criminosi e di condotte che provocano un elevato allarme sociale” ha aggiunto. Da qui la necessit di una riforma seria ,”priorit irrinunciabile per incrementare il grado di fiducia con cui i cittadini si rivolgono all’istituzione giudiziaria”.

Prescrizione: le opzioni allo studio

Tra le varie ipotesi d’intervento allo studio figura, quindi, “quella della sospensione della decorrenza del termine di prescrizione dopo che sia stata emessa una sentenza di primo grado” ha spiegato quindi Bonafede.

“Si tratta del punto di partenza di uno studio che dovr tenere conto di tutti gli effetti, positivi e negativi, di una soluzione di questo tipo, per giungere a un risultato efficace nel rispetto delle contrapposte garanzie”.

Intercettazioni: stop a riforma

Sul fronte intercettazioni, invece, ha precisato il ministro, le modifiche introdotte dal precedente governo, “appaiono come un dannoso passo indietro sulla strada della qualit ed efficacia delle indagini e rispetto alla corretta distribuzione dei compiti funzionali tra i diversi soggetti coinvolti”.

Cos, ha ribadito l’intenzione di fermare l’entrata in vigore del decreto varato dal precedente esecutivo, prevista nei prossimi giorni, data la necessit di “ulteriore tempo per – le esigenze organizzative e di dotazione infrastrutturale che la normativa introdotta richiede, individuando nei primi mesi del prossimo anno il periodo pi opportuno per l’entrata in vigore delle disposizioni”.

Inoltre, ha ricordato il ministro, sin da subito il governo ha avviato “una capillare fase di ascolto e confronto, partendo dalle concrete esperienze vissute dalle procure e dagli avvocati, in modo da giungere alla definizione di una base di lavoro condivisa che possa fungere da piattaforma su cui innestare la riscrittura delle disciplina delle intercettazioni”.

Fonte: Studio Cataldi