fbpx
 

Prescrizione: ok riforma nel 2020. Penalisti in sciopero dal 20 novembre

Prescrizione: ok riforma nel 2020. Penalisti in sciopero dal 20 novembre

La riforma della prescrizione che scatter dal 2020 non va gi all’Unione delle Camere che annuncia la protesta verso una controriforma autoritaria della giustizia penale

di Gabriella Lax – Una controriforma autoritaria della giustizia penale. Contro le nuove norme che regolano la prescrizione si scaglia l’Unione delle Camere Penali annunciando un’astensione degli avvocati dal 20 al 23 novembre.

  1. Stop prescrizione: l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle
  2. Prescrizione: penalisti proclamano astensione dal 20 al 23 novembre
  3. Prescrizione, ecco come funziona negli altri Stati europei

Stop prescrizione: l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle

Dopo discussioni senza fine si arrivati al governo a trovare la quadra tra la Lega ed i pentastellati: prescrizione dopo la sentenza di condanna in primo grado per tutti i reati, con novit inserite nel ddl anticorruzione, ma in vigore da gennaio del 2020.

Nel frattempo per una legge delega per la riforma del processo penale.

L’accordo arrivato nonostante gli animi si fossero accesi a Montecitorio, con tanto di rissa sfiorata nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia e provvidenziale intervento dei commessi per fronteggiare i parlamentari del M5S contrapposti a quelli di Pd, FdI e FI.

Prescrizione: penalisti proclamano astensione dal 20 al 23 novembre

La decisione ancor meno piaciuta all’Unione delle Camere penali che ha sottolineato in una nota come La prescrizione nel nostro ordinamento chiamata si legge – tra l’altro a svolgere la funzione di presidio del principio costituzionale della ragionevole durata del processo. Soppresso tale equilibratore il tempo dell’accertamento diviene infinito, definitivamente trasformandosi il processo stesso in pena, con evidenti ricadute sulla stabilit dei rapporti giuridici ed ancora, tornando alle recenti decisioni, Le forze di Governo stanno tuttavia dimostrando di voler pervicacemente perseguire, attraverso l’adozione di ulteriori iniziative parlamentari, l’obiettivo della abrogazione della prescrizione, addirittura iscrivendola in una minacciosa prospettiva di generale riforma del processo, le cui premesse sloganistiche sono gi sufficienti a dare il segno di una dissennata deriva giustizialista e populista. E ci senza alcun confronto con la comunit dei giuristi che nel suo insieme ha espresso la contrariet a tale modo di operare. Un disegno di legge di cui l’Unione ha gi segnalato incongruenza ed inutilit nel quale le specifiche norme si distinguono per la loro incompatibilit con il dettato costituzionale. L’armamentario quello dell’inasprimento delle pene principali, della previsione di pene accessorie perpetue, addirittura in grado di sopravvivere alla riabilitazione. Considerando il chiarissimo segno autoritario delle iniziative legislative, l’Unione delle Camere delibera, con esclusione dei processi con imputati detenuti in custodia cautelare, l’astensione dalle udienze e da ogni attivit giudiziaria nel settore penale nei giorni 20, 21, 22 e 23 novembre 2018, (esclusi i circondari di Salerno e Trieste interessati da astensioni indette dalle Camere Penali territoriali con delibere rispettivamente 24 ottobre 2018 e del 23 ottobre 2018) e convoca a Roma, il prossimo 23 novembre una manifestazione nazionale in difesa dei valori costituzionali sopra menzionati.

Prescrizione, ecco come funziona negli altri Stati europei

Ma in che modo viene gestita la prescrizione negli altri stati europei? Per la common law del Regno Unito la prescrizione non esiste: vengono calcolati solo i limiti per l’inizio dell’azione penale. E’ una norma prevista soltanto per i reati minori: per quelli pi gravi non previsto niente del genere. In linea generale questo il criterio seguito negli Stati europei. In Francia il termine per i reati pi gravi di dieci anni, ma pu essere bloccato a ogni azione giudiziaria. Inoltre, dopo la riforma del 2012, gran parte delle pene risultano imprescrittibili. Lo stesso accade in Germania. Solo quando l’indagato un politico calcolata dal momento in cui viene avviato il procedimento e non dal giorno in cui sarebbe stato commesso il reato, come succede nel nostro Paese.

Fonte: Studio Cataldi