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Prodotti alimentari, nell’etichetta ci sarà la sede e lo stabilimento

Prodotti alimentari, nell’etichetta ci sarà la sede e lo stabilimento

È inoltre prevista la non applicabilità del suddetto obbligo ai seguenti prodotti alimentari, le cui indicazioni obbligatorie in materia di etichettatura e di presentazione non vengono dunque innovate dal d. lgs. 145/2017: vino, vino nuovo ancora in fermentazione, vino liquoroso, vino spumante, vino spumante di qualità, vino spumante di qualità del tipo aromatico, vino spumante gassificato, vino frizzante, vino frizzante gassificato, mosto di uve, mosto di uve parzialmente fermentato, mosto di uve concentrato, vino ottenuto da uve appassite e il vino di uve stramature.

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Infine, per rispettare gli obblighi derivanti dal diritto europeo (libera circolazione delle merci) e dagli accordi commerciali internazionali, l’indicazione del luogo di produzione o di confezionamento non è obbligatoria per i prodotti alimentari preimballati in conformità alle disposizioni del Regolamento (Ue) n. 1169/2011 legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell’Ue o in Turchia o fabbricati in uno Stato membro dell’Associazione europea di libero scambio (Efta), parte contraente dell’Accordo sullo Spazio economico europeo (See).

Il nuovo obbligo è stato introdotto con la finalità di garantire una corretta e completa informazione al consumatore italiano e una migliore tracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo, dal momento che, da un lato, la nuova disciplina consente al consumatore una scelta di acquisto maggiormente informata e, dall’altro lato, abbrevia i tempi di gestione delle crisi in materia di sicurezza alimentare.

L’introduzione di questa nuova normativa non è scevra da rilievi critici: dato che l’obbligo di indicazione dello stabilimento in etichetta non è previsto a livello europeo e rappresenta un vincolo applicabile solamente alle aziende che producono o confezionano in Italia, gli operatori nazionali del settore alimentare che dovranno conformarsi a questi nuovi obblighi subiranno inevitabili costi ed oneri aggiuntivi, i quali potrebbero poi tradursi in un aumento dei prezzi dei prodotti, il che inevitabilmente poi ridonda a carico del consumatore finale.

Fonte: ilSole24ore