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Professioni, che cosa cambia per gli studi con i nuovi contratti a termine

Professioni, che cosa cambia per gli studi con i nuovi contratti a termine

Come per la generalit dei datori di lavoro, le novit del decreto dignit (convertito nella legge 96/2018) esigono un’attenta
mappatura circa l’utilizzo del contratto a termine e del contratto di somministrazione a tempo determinato anche da parte
degli studi professionali. Vediamo in che modo. Innanzitutto, il professionista che ha in forza lavoratori a termine dovr
esaminare le complesse disposizioni del regime transitorio prima di gestire le future vicende di questi rapporti.


I diversi scenari
La prima casistica riguarda i contratti in corso alla data del 14 luglio (entrata in vigore del Dl 87/2018), per i quali
si potr continuare ad applicare senza cambiamenti il regime della versione originaria del Dlgs 81/2015 sino al prossimo 31
ottobre. Per esempio, un contratto a termine stipulato per la prima volta il 15 gennaio 2018 con scadenza al 15 settembre
2018 potr essere prorogato fino al 30 giugno 2019, senza necessit di dover indicare le ragioni giustificatrici della proroga.

La seconda ipotesi interessa i rapporti sottoscritti per la prima volta dopo il 14 luglio, per i quali si applicano da subito
le nuove regole in tema di durata massima e indicazione della causale nel primo contratto di durata superiore a 12 mesi. Sembrerebbe,
invece, sussistere un periodo limitato di sopravvivenza (fino al 31 ottobre) delle vecchie regole per le proroghe e i rinnovi,
ma questa interpretazione non univoca e – in via cautelativa – sarebbe opportuno conformare anche questi istituti alla nuova
disciplina.

La terza casistica riguarda i contratti sottoscritti dopo il 14 luglio che non siano interessati da proroghe e rinnovi fino
al 31 ottobre di questo anno: per questi rapporti, le nuove regole valgono da subito, in toto e senza eccezioni.

Proprio con riferimento a quest’ultimo punto, tutte le nuove assunzioni devono conformarsi al dettato normativo (Dlgs 81/2015)
modificato dalla legge 96: si applica, cos, la nuova disciplina in tema di durata massima, limiti quantitativi e indicazione
della causale nel primo contratto di durata superiore a 12 mesi.


La durata del contratto
Per quanto concerne la durata massima, questa stata ridotta da 36 a 24 mesi, sia nel caso di singolo contratto, sia della
sommatoria di diversi contratti; anche il numero delle proroghe passato da 5 a 4.

In questo quadro, non va dimenticato il rispetto dei limiti quantitativi di utilizzo del contratto a termine e della somministrazione:
circa il primo tetto, il contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali prevede quote diverse a seconda
del numero di lavoratori a tempo indeterminato occupati dallo studio stesso. In particolare: le strutture che occupano fino
a 5 dipendenti a tempo indeterminato possono assumere fino a 3 lavoratori a termine; quelle da 6 a 15 non possono eccedere
il 50% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato; quelle con pi di 15 non possono superare il limite del 30%.

Peraltro, i datori di lavoro che applicano il Ccnl degli studi possono superare queste limitazioni nelle fasi di avvio di
nuove attivit per i primi 18 mesi (elevabili a 24 dalla contrattazione territoriale) per ragioni di carattere sostitutivo
o con lavoratori di et superiore a 55 anni.

Queste previsioni contrattuali restano tuttora valide, anche dopo l’entrata in vigore della legge 96. Se, per, lo studio
si trovasse ad impiegare sia lavoratori a termine che lavoratori somministrati (o soltanto questi ultimi), allora – per le
assunzioni effettuate dal 12 agosto scorso in poi – dovr contenere la sommatoria di entrambi i rapporti nel limite del 30%
del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso lo studio al 1 gennaio dell’anno di stipulazione dei predetti
contratti.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore