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Prove di processo telematico: un ricorso su cinque già online

Prove di processo telematico: un ricorso su cinque già online

Il periodo di “riscaldamento” del processo tributario telematico (Ptt) sta per finire. Il passaggio dalla facoltativit all’obbligo di ricorso online (con l’eccezione dei contribuenti che
si vorranno difendere da soli per liti fiscali fino a 3mila euro di valore) che scatter dal 1 luglio sicuramente destinato a cambiare l’organizzazione e la gestione del lavoro di professionisti, magistrati tributari e personale
amministrativo delle Commissioni tributarie. Intanto, per, i dati 2018 contenuti nella Relazione annuale diffusa ieri dalla
direzione Giustizia tributaria del Mef, guidata da Fiorenzo Sirianni, lasciano intravedere che non si partir proprio da zero.
Il 18,4% tra ricorsi in primo grado e appelli in secondo (quasi uno su cinque) hanno gi imboccato la strada del Sigit (Sistema
informativo della giustizia tributaria): 38.614 fascicoli sul totale dei 210.322 complessivamente depositati nel 2018. Questo
il dato da cui (ri)cominciare. Soprattutto quello dei ricorsi in Commissione tributaria provinciale, dove il primo passo online percentualmente pi basso (17,9%) e dove sono il contribuente e il suo difensore a doversi
muovere per primi.


Allargando per il campo di osservazione, il processo tributario telematico sembra aver gi guadagnato altro terreno. Per
questo bisogna far riferimento anche alle controdeduzioni e agli altri atti. Inserendo anche questi nel conto complessivo, si arriva al 42,3% (ossia 790.713 depositi su un totale di 1.865.595). Tra i professionisti che hanno maggiormente utilizzato il Ptt, ci sono
in testa avvocati (4.850) e commercialisti (2.000): insieme rappresentano il 93,7% del totale (7.314). A livello territoriale,
il maggior numero di difensori gi avvezzi alle modalit digitali si trovano in Campania (1.852 pari al 25,3% del totale),
Lazio (1.205 pari al 16,5% del totale), Sicilia (750 pari al 10,3%) e Lombardia (710 pari al 9,7%).

L’effetto pace fiscale


Nel complesso, le controversie pendenti, che valgono complessivamente 42,9 miliardi tra primo e secondo grado, stanno diminuendo (-10,3% sul 2017) ma lo scorso anno si assistito a una ripresa del contenzioso in ingresso in primo grado (+3,1%). Tuttavia
si registrata una riduzione del valore delle liti presentate del 14,9% (ossia 4,2 miliardi in meno). Riduzione che, come sottolinea la nota diffusa dal Mef, si concentra
nelle controversie con valore superiore a un milione di euro e pu correlarsi all’utilizzo degli strumenti deflattivi e alle
definizioni agevolate previste dal decreto fiscale collegato alla manovra 2019. Anche la pace fiscale ha influito.

Amministrativi e giudici

Ma c’ un capitolo della relazione che lancia un segnale d’allarme anche in vista del debutto del processo tributario telematico.
Viene fotografato, infatti, un sottodimensionamento sia della componente del personale amministrativo (che dipende dal Mef)
sia dei magistrati tributari. Sotto il primo versante, il personale amministrativo non dirigente ha registrato una diminuzione di 31 unit rispetto al 2017, concentrata in particolar modo presso le strutture delle Ctp.
A questo va aggiunto che i 1.876 dipendenti delle segreterie in servizio sono gi 328 in meno rispetto alla dotazione organica
sulla carta prevista da un Dm del 3 settembre 2015. E, in prospettiva, incombe la spada di Damocle di quota 100 che potrebbe accelerare altre uscite.


Anche i giudici tributari sono diminuiti (-218) nel 2018. Un calo dovuto sia al raggiungimento del limite d’et (75 anni)
che alle sopravvenute dimissioni, che viene parzialmente compensato dalle nuove immissioni nei ruoli. Anche in questo caso
c’ uno scostamento considerevole, quasi 1.900 unit (-40,2%), rispetto alla pianta organica prevista sulla carta. La prospettiva, poi, che a causa del raggiungimento del limite del settantacinquesimo anno di et,
il numero dei giudici si ridurr, nel corso del biennio 2019-2020, rispettivamente di 131 e 119 unit.

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Fonte: ilSole24ore