fbpx
 

Quando vanno in pensione i lavoratori precoci

Quando vanno in pensione i lavoratori precoci

Ecco a quali condizioni opera il pensionamento anticipato dei lavoratori precoci e in cosa consiste il beneficio loro riconosciuto

di Valeria Zeppilli – Quando si parla di lavoratori precoci, si fa riferimento a una particolare categoria di lavoratori che ha iniziato a lavorare quando ancora non era maggiorenne.

Vai alla guida I lavoratori precoci

Tali soggetti spesso maturano 40 o più anni di contributi quando sono ancora relativamente giovani, ovverosia di norma intorno ai 60 anni.

Indice:

  1. Pensione: agevolazioni per i lavoratori precoci
  2. Pensione lavoratori precoci: chi ne beneficia
  3. Lavoratori precoci: anticipo pensionistico senza penalità

Pensione: agevolazioni per i lavoratori precoci

Con l’abolizione della pensione di anzianità disposta dalla legge Fornero a partire dal 1° gennaio 2012, i lavoratori precoci hanno subito dei grandi svantaggi, potendo semmai solo decidere di beneficiare della pensione di anticipata.

La legge di bilancio 2017, tuttavia, ha introdotto delle specifiche previsioni per i lavoratori precoci, che tengono conto della peculiarità della loro posizione.

In particolare, ci si riferisce alla possibilità, a partire dal 1° gennaio 2017, di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere da quale sia l’età anagrafica, riservata a coloro che prima del compimento dei 19 anni di età potevano vantare almeno 12 mesi di contribuzione effettiva anche non contributiva e che possedevano anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Dell’agevolazione concessa ai lavoratori precoci possono beneficiare le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore pubblico e del settore privato e le lavoratrici e i lavoratori iscritti presso una gestione speciale dei lavoratori autonomi, purché ricorra almeno una delle seguenti condizioni:

Lavoratori precoci: anticipo pensionistico senza penalità

I lavoratori precoci in possesso dei requisiti appena visti, in sostanza, possono pensionarsi con dieci mesi di anticipo o con un anno e dieci mesi di anticipo rispetto alle condizioni ordinarie, rispettivamente se si tratta di donne o uomini, senza subire alcuna penalizzazione.

Fonte: Studio Cataldi