Rettifiche di valore con indizi extra

Rettifiche di valore con indizi extra

La Cassazione si adeguata, nelle sentenze pi recenti, alle norme di interpretazione autentica introdotte dal decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015) concernenti le modalit di rettifica dei corrispettivi di due tipologie di transazioni:
• quelle riguardanti immobili e aziende;
• quelle tra societ appartenenti allo stesso gruppo residenti in Italia.

La Corte ha, inoltre, giustamente esteso alle cessioni di partecipazioni societarie il principio secondo cui lo scostamento del corrispettivo dal valore di mercato rileva solo in presenza di ulteriori elementi probatori, andando al di l – quindi – dei casi oggetto delle disposizioni interpretative.

L’articolo 5, comma 3, del Dl 147 ha stabilito, con norma di interpretazione autentica, che le disposizioni relative alle plusvalenze derivanti dalle cessioni di immobili e di aziende (che concorrono a formare il reddito d’impresa e i redditi diversi, nonch la base imponibile dell’Irap) si interpretano nel senso che l’esistenza di un maggior corrispettivo non presumibile soltanto sulla base del valore anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro … ovvero delle imposte ipotecaria e catastale.

La Suprema corte ha richiamato questa disposizione in numerose sentenze, in cui ha ribadito che la stessa ha efficacia retroattiva ed applicabile anche ai giudizi in corso (si vedano, per le rettifiche delle plusvalenze derivanti dalla cessione sia di immobili, le pronunce 18234/2016 e 1823, 6939, 12319, 13571 e 19228 del 2017 e, per quelle concernenti la cessione di azienda, le pronunce 6135 e 11543/ 2016 e 23132/2017).

Le transazioni immobiliari

Il sindacato di antieconomicit dell’operazione pu essere, pertanto, effettuato solo in presenza di ulteriori elementi probatori diversi dallo scostamento dai valori di mercato. Questo principio era stato gi affermato dalle Entrate nella circolare 18/E/2010. Nello stesso senso si era espressa la prevalente giurisprudenza della Cassazione ma erano state emanate anche sentenze di segno opposto.

La rettifica dei corrispettivi dichiarati per le cessioni di immobili risulta, pertanto, legittima in presenza di ulteriori elementi quali:
• tariffe di vendita pubblicizzate;
• differenze tra i prezzi praticati per analoghe tipologie di immobili;
• insufficienza del corrispettivo a garantire un utile adeguato;
• dichiarazioni degli acquirenti.

La Cassazione ha affermato, nella ordinanza 26286/2017, che non assumono valore probatorio:

la circostanza che gli importi dei finanziamenti ottenuti dagli acquirenti risultino superiori ai prezzi di acquisto, perch prima della crisi economica l’erogazione dei finanziamenti era pi agevole (in senso contrario la sentenza 14915/2016, in materia di Iva). Anche secondo il Consiglio nazionale del notariato, (studio 152/2006/T) il maggior importo del mutuo potrebbe essere giustificato dalla necessit di affrontare ulteriori spese;

il raffronto tra i prezzi indicati nei contratti preliminari e quelli risultanti dai rogiti definitivi, perch i primi sono fissati in base ad un progetto o quando il manufatto ancora allo stato grezzo, sulla base di opzioni che poi potrebbero essere lasciate cadere di comune accordo.

Le cessioni di azienda

La norma di interpretazione autentica concernente le rettifiche delle plusvalenze derivanti dalla cessione di aziende stata, invece, richiamata nelle pronunce 11543 e 22221/2016 e 12265 e 23132/2017.

Gli uffici delle Entrate devono, quindi, in tali casi ricercare altri elementi – quali, ad esempio, le risultanze delle indagini finanziarie – diversi da quelli menzionati nella ordinanza 26286/2017.

Lo stesso principio stato applicato, nella sentenza 25262/2017, al caso della plusvalenza derivante dalla cessione di quote societarie, affermando che la stessa non pu essere accertata solo sulla base del valore normale.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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