fbpx
 

Riscossione, i contributi al Fondo previdenza tornano ai dipendenti

Riscossione, i contributi al Fondo previdenza tornano ai dipendenti

I contributi versati al Fondo di previdenza per gli impiegati esattoriali tornano nella piena disponibilit dei circa 7.600 dipendenti del settore della riscossione. l’effetto del decreto del ministero del Lavoro dell’8 maggio scorso che stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di gioved 16 giugno. Un provvedimento in base al quale – come recita una nota congiunta delle sigle sindacali del settore (Fabi, First Cisl, Cgil Fisac e Uilca) – tutti i contributi versati e da versare al Fondo di previdenza nazionale del settore andranno a costituire il montante individuale contributivo dell’iscritto da trasformare in pensione aggiuntiva al trattamento pensionistico Inps. Ora attesa – conclude la nota – nelle prossime settimane, da parte dell’Inps, la circolare attuativa.

La legge del 1958

Per capire l’importanza della modifica che riguarder i dipendenti di Agenzia delle Entrate-Riscossione necessario fare un po’ di storia normativa. La legge 377/1958 (modificata poi nel 1971) ha previsto che tutti i dipendenti della riscossione erano tenuti al versamento nel Fondo integrativo di una quota del 5.5% dello stipendio (2,2% a carico del lavoratore e il residuo a carico dell’azienda), senza per avere la possibilit di una maggiorazione dell’assegno pensionistico Inps, in base ai contributi versati. Possibilit che, per, prima dell’ultimo tassello normativo introdotto dal ministero del Lavoro era limitata essenzialmente solo ai dirigenti.

L’addio a Equitalia

La “spinta” a intervenire su questa situazione arrivata dal decreto fiscale di fine 2016 che ha stabilito l’addio a Equitalia e il debutto del nuovo ente pubblico economico Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1 luglio 2017. In quel contesto (articolo 1, comma 9-bis, del Dl 193/2016) stato espressamente prevista la necessit di definire a partire proprio dal 1 luglio 2017 le modalit di utilizzo del Fondo degli impiegati esattoriali nell’ottica di armonizzare disciplina previdenziale del personale proveniente dal gruppo Equitalia con quella dell’assicurazione generale obbligatoria sulla base dei principi e dei criteri direttivi indicati nella riforma Dini delle pensioni (legge 335/1995).

Ecco perch il decreto che ora attua quella norma pone fine a una situazione di forte ingiustizia ed iniquit sociale spiega Anna Landoni, coordinatrice di Fabi riscossione, secondo cui stato raggiunto l’obiettivo di veder riconosciuto il diritto al riscatto di contributi regolarmente versati e di cui i lavoratori non potevano usufruire.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore