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Sanità, Regioni all’attacco sul recupero-ticket

Sanità, Regioni all’attacco sul recupero-ticket

Chi sbaglia paga, anche se l’errore involontario. Nella Babele regionale dei ticket sanitari – per ricetta, per prestazione
e pronto soccorso – il pianeta esenzioni non fa eccezione. Nemmeno, ovviamente, sulle modalit di recupero delle somme dovute
e non versate dai cittadini, che si tratti di dolo o di semplice distrazione. Le Regioni, quindi si muovono, a partire dall’annunciata
sanatoria della Lombardia.

Tanto pi che, nei giorni della manovra, mentre si sta cercando un’acrobatica quadratura del cerchio sui conti pubblici,
la “vicenda” dell’abrogazione del superticket da 10 euro a ricetta vale in complesso un “tesoretto” da 400 milioni difficili da rimpiazzare per le stesse Regioni beneficiarie.


In questo quadro non consolano i dati della Guardia di Finanza che nei primi 6 mesi del 2018 su 3.611 controlli mirati ha
“pizzicato” 3.367 ticket irregolari (in pratica 9 irregolarit su 10). In termini economici si tratta di una falla che dal
2016 al primo semestre 2018 vale 4,7 milioni di euro. Ecco perch il tema del recupero dei crediti sulla compartecipazione
vantati nei confronti dei cittadini sempre all’ordine del giorno.

Il recupero dei crediti
Indicazioni di massima, valide per tutti, sono arrivate dal Dm del Mef 11 dicembre 2009 che ha disciplinato la verifica delle
esenzioni in base al reddito tramite il sistema della tessera sanitaria. Di l in poi, liberi tutti: ciascuna Regione, come
rilevano dall’Agenas, agenzia per i servizi sanitari regionali, ha autonomamente organizzato il controllo delle esenzioni.
L’obiettivo logicamente quello di recuperare il mancato introito ma nei casi pi virtuosi con un occhio di riguardo ai cittadini
disposti a sanare le proprie posizioni.
L’ultima esperienza quella della Lombardia che sta valutando di inserire nella legge di Bilancio regionale una sorta di
condono che faccia piazza pulita di interessi, sanzioni e spese di notifica sulle cartelle inviate ai cittadini non in regola.
Uno “sconto” che sterilizza il debito riportandolo alla quota del solo ticket. Ci aveva gi pensato, per altro, la Regione
Lazio: negli anni scorsi l’azione di recupero da evasione da ticket aveva fruttato un gettito di ben 12 milioni di euro, reinvestiti
in tecnologie sanitarie. Gli evasori del Lazio, circa 15mila, erano stati intercettati grazie a un accordo con la Guardia
di finanza. C’ poi anche la Basilicata che tre anni fa ha siglato un’intesa con le Fiamme gialle portando alla luce migliaia
di posizioni contestate. Il ravvedimento operoso messo in moto dalle verifiche ha fruttato 2 milioni di euro. Anche in questo
caso, come nel modello annunciato dalla Lombardia, ci si accontentati del recupero degli importi e del solo pagamento delle
spese vive. Niente multe per i cittadini, ma anzi la possibilit di rateizzare il debito.

LA MAPPA DEI RECUPERI

Le misure delle Regioni contro il mancato pagamento dei ticket. (Fonte: Fondazione Gimbe, dati al luglio 2018)

La Babele degli accertamenti
Sull’altro fronte, con un orientamento meno conciliativo, c’ la Toscana che in caso di errore e mancato pagamento dei ticket
– segnalati in questo caso da Sogei – bypassa l’avviso bonario e invia subito un verbale di accertamento con la richiesta
di pagamento degli interessi e di una somma pari a tre volte tanto la somma non versata. Chi si mette in regola entro 60 giorni
vedr ridurre l’importo a un terzo.
Ancora diverso il trattamento nella Provincia di Bolzano: qui non viene richiesto il pagamento degli interessi ma una multa
fino a tre volte il valore del debito contratto dal contribuente. In Valle d’Aosta lo sforzo invece quello di compensare:
in caso di irregolarit l’azienda sanitaria pu recuperare il credito anche con formule alternative che salvaguardino le tasche
dei pazienti. Per esempio andando in compensazione con rimborsi di Lea (livelli essenziali di assistenza) aggiuntivi.
E come prevede il regolamento regionale anche su voci come l’acquisto di lenti da vista, prestazioni di odontostomatologia
e altre prestazioni sanitarie. All’avanguardia l’Emilia Romagna che addirittura ha automatizzato il sistema di annullamento
e revoca delle esenzioni: chi ha sbagliato a dichiarare la propria fascia di reddito pu scaricare dal sito dell’Asl modelli
per le correzioni. E se l’errore confermato dovr versare la quota dovuta, senza multe n interessi vari. Pi rigoroso il
Veneto dove vengono applicati sanzioni e interessi nei confronti di chi “sgarra”. In compenso per se l’amministrazione
locale ad aver incassato pi del dovuto il rimborso, in automatico, prevede anche il versamento degli interessi.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore