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Se gli avvocati si picchiano in Tribunale…

Se gli avvocati si picchiano in Tribunale…

Il rischio quello di subire una sanzione disciplinare e, nella peggiore delle ipotesi, di incorrere anche in una condanna penale

di Valeria Zeppilli di qualche giorno fa la notizia di due avvocati partenopei che, all’interno del Tribunale di Napoli, hanno trasformato un acceso diverbio in una vera e propria rissa, sotto gli occhi di almeno cento persone.

La rissa, fortunatamente, non ha portato ad alcuna grave conseguenza, ma per dividere i legali servita la polizia e i due sono stati prontamente convocati dal Consiglio dell’ordine.

Al di l delle sorti che attendono gli avvocati implicati in questa vicenda e che sono condizionate dalla reale portata pratica della loro condotta, possiamo chiederci: cosa si rischia in tali casi? A cosa possono andare incontro due avvocati che arrivano al punto di picchiarsi?

Le sanzioni deontologiche

Innanzitutto, verosimilmente, a una sanzione deontologica.

L’articolo 9 del nuovo codice deontologico forense, infatti, pone in capo agli avvocati specifici doveri di probit, dignit, decoro e indipendenza, stabilendo che “l’avvocato deve esercitare l’attivit professionale con indipendenza, lealt, correttezza, probit, dignit, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della difesa, rispettando i principi della corretta e leale concorrenza” e, soprattutto, che “l’avvocato, anche al di fuori dell’attivit professionale, deve osservare i doveri di probit, dignit e decoro, nella salvaguardia della propria reputazione e della immagine della professione forense”.

Di conseguenza, la rissa tra due legali tenuta in un luogo pubblico e particolare come il Tribunale pu rappresentare un illecito disciplinare e come tale comportare l’applicazione delle relative sanzioni.

Risvolti penali

Se poi nel corso del diverbio qualcuno si fa male, non escluso che possa scattare anche una condanna penale per lesioni personali.

A tale proposito va rammentato che l’articolo 582 del codice penale qualifica come idonea a integrare tale fattispecie di reato la condotta di chi cagiona ad altri una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente. La pena prevista quella della reclusione da sei mesi a tre anni.

Potrebbe venire in rilievo, poi, anche il reato di rissa, previsto e sanzionato dall’articolo 588 del codice penale, il quale prevede che “chiunque partecipa a una rissa punito con la multa fino a trecentonove euro”, che “se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta lesione personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, della reclusione da tre mesi a cinque anni” e che “la stessa pena si applica se la uccisione o la lesione personale, avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa”.

discusso in dottrina e in giurisprudenza se, per integrare il reato, sono necessarie almeno tre persone o se ne bastano due.

Fonte: Studio Cataldi