Separazione omologata annullata: ceduti all’ex immobili non in regola

Separazione omologata annullata: ceduti all’ex immobili non in regola

Le condizioni della separazione consensuale omologata si possono annullare per vizi del consenso dei coniugi; inoltre, le stesse possono essere dichiarate nulle se sono in contrasto con norme imperative.

quanto emerge dalla sentenza 4784/2017 del Tribunale di Palermo pubblicata lo scorso 14 settembre.

Con decreto del 2012 il presidente del Tribunale aveva omologato le condizioni per la separazione consensuale di due coniugi; gli accordi prevedevano, fra l’altro, l’obbligo del marito di trasferire al coniuge la propria quota di propriet di tre appartamenti.

Dopo la stipula dell’atto notarile con cui l’uomo attribuiva il 50% di quei beni alla moglie, quest’ultima accertava che gli immobili non erano conformi alla concessione edilizia e dunque non potevano essere rivenduti.

Sul presupposto che la non commerciabilit dei beni alterava l’equilibrio economico che si intendeva perseguire con l’omologa, la donna ha quindi citato in giudizio il coniuge per ottenere la pronuncia di nullit o l’annullamento sia dell’atto notarile sia della clausola della separazione che prevedeva la cessione delle quote.

Nel decidere la lite, il giudice ricorda che la separazione consensuale costituisce una fattispecie complessa: nel procedimento, infatti, concorrono elementi di diritto privato e pubblico, e cio l’accordo tra i coniugi e il successivo provvedimento di omologazione che attribuisce efficacia alle condizioni dell’accordo stesso.

E poich l’intervento del presidente del tribunale non esclude la possibilit che il consenso dei coniugi sia viziato (da errore, violenza o dolo), alla separazione consensuale omologata si applicano – prosegue il giudice – i rimedi previsti per i vizi della volont, e cio il ricorso all’azione di annullamento; ferma restando, comunque, la facolt per le parti di chiedere una pronuncia di nullit dell’accordo di separazione secondo le regole generali del Codice civile.

Nel caso in esame, gli appartamenti che il convenuto aveva donato all’attrice non erano conformi a quanto prescritto dalla concessione edilizia.

Di conseguenza – conclude il Tribunale – la donazione nulla in base all’articolo 40 della legge 47/1985, cos come nullo l’accordo di separazione nella parte in cui conteneva l’obbligo del marito di trasferire alla moglie la propria quota di propriet di quei beni.

N, comunque, l’attrice ha diritto al pagamento dell’equivalente del valore degli appartamenti.

Infatti, la nullit dell’attribuzione patrimoniale non comporta null’altro che il permanere tra i coniugi della comunione sui beni immobili oggetto del pregresso trasferimento.

Inoltre, non ricorrono nemmeno i presupposti per un risarcimento, non essendo stato dimostrato che il convenuto fosse responsabile delle difformit riscontrate negli appartamenti.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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