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Spese straordinarie figli: ticket sanitari e dentista non sempre vi rientrano

Spese straordinarie figli: ticket sanitari e dentista non sempre vi rientrano

In particolare, in relazione alla retta, l’uomo deduce di non aver prestato il consenso all’iscrizione per l’anno in discussione stante le numerose assenze effettuate dalla stessa, sicch la frequentazione dell’istituto si era tradotta in una sorta di collocazione provvisoria della bambina ove la madre fosse stata occupata.

Invece, per ticket sanitari e cure odontoiatriche, il ricorrente ne contesta l’ascrivilit a spese straordinarie trattandosi esborsi routinari, di modesto e prevedibile importo, in ordine ai quali neppure vi sarebbe stata alcuna consultazione con il padre.

Nessun dubbio per la Cassazione sussiste in ordine alla retta scolastica: il padre aveva dato il consenso all’iscrizione della bambina alla scuola materna privata, in tal modo valutandone la convenienza e la conformit all’interesse della minore, revocandolo in base alla sola considerazione che la medesima aveva effettuato molte assenze nel corso del precedente anno.

Viene, pertanto, condivisa la decisione del giudice a quo secondo cui il consenso del padre, una volta concesso, non poteva pi essere revocato senza alcuna specifica e rilevante ragione di convenienza e di adeguatezza all’interesse della minore.

Quanto alle spese straordinarie invece, gli Ermellini rammenta che tali sono quelle che, “per la loro rilevanza, imprevedibilit e imponderabilit, esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, talch la loro inclusione in via forfettaria nell’ammontare dell’assegno posto a carico di uno dei genitori, pu rivelarsi in contrasto con il principio di proporzionalit sancito dall’art. 316 c.c. e con quello dell’adeguatezza del mantenimento, nonch recare grave nocumento alla prole, che potrebbe essere privata, non consentendolo le possibilit economiche del solo genitore beneficiario dell’assegno cumulativo, di cure necessarie o di altri indispensabili apporti“.

Nel caso in esame, invece, la decisione di appello non si conformata a tali principi avendo il giudice ritenuto straordinarie le spese relative ai ticket sanitari e alle cure dentistiche, senza considerare se trattavasi, per la loro natura, di spese non imprevedibili ed eccezionali e, per il loro modesto importo, di esborsi ordinari come tali ricompresi nell’assegno di mantenimento. Sul punto si pronuncer il giudice del rinvio.

Fonte: Studio Cataldi