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Stalking da sommare all’omicidio: da rivedere lo sconto di pena per la morte di Sara Di Pietrantonio

Stalking da sommare all’omicidio: da rivedere lo sconto di pena per la morte di Sara Di Pietrantonio

L’omicidio aggravato non assorbe il reato di stalking. Partendo da questo principio la Cassazione (sentenza 20786) annulla
la decisione con la quale la Corte d’Appello aveva ridotto a 30 anni, invece dell’ergastolo, la pena a carico di Vincenzo
Paduano, l’ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio, accusato di aver strangolato la ragazza e bruciato il suo cadavere a Roma,
lungo Via della Magliana, dopo averla perseguitata. Per la Suprema corte Paduano deve essere condannato per due distinti reati:
l’omicidio pluriaggravato e lo stalking, come stabilito dal Gup che gli aveva dato l’ergastolo, e non per il solo reato di
omicidio come deciso dalla Corte d’Appello, che aveva considerato lo stalking un’aggravante e non un reato autonomo.


La Cassazione ha depositato oggi le motivazioni con le quali ha accolto il reclamo del Pg di Roma e dei familiari di Sara
contro lo sconto di pena. I giudici hanno confermato per il resto la premeditazione, i motivi abietti e la minorata difesa.
L’imputato aveva teso un vero e proprio agguato alla ragazza, aspettandola sotto casa del nuovo fidanzato per circa 50 minuti,
per poi seguirla e intercettarla, scontrandosi volontariamente contro la sua macchina. E la premeditazione non pu essere
esclusa, spiegano i giudici, solo dal fatto che Paduano aveva cercato fino alla fine di convincere Sara a tornare con lui,
se aveva gi deciso di ucciderla nel caso si fosse rifiutata. Confermata anche l’aggravante dei motivi abietti che – spiega
la Cassazione – non sono nella pura gelosia, ma nello spirito punitivo messo in atto nei confronti della vittima per intolleranza
all’insubordinazione di questa, considerata come propria appartenenza.

C’ la minorata difesa perch l’agguato stato commesso a notte inoltrata, tra le 4 e 20 e le 4 e 34. Per i giudici non
importante stabilire se la via nella quale la studentessa stata uccisa era trafficata a quell’ora o se l’omicidio stato
commesso, in una rientranza della strada al riparo dallo sguardo dei passanti. Perch Sara, pur consapevole dell’imminente
pericolo non stata in grado n di scappare, perch le erano state tolte sia le chiavi sia il cellulare, n di chiedere
aiuto. La Cassazione spiega, infatti, che la minorata difesa non scatta solo quando la “reazione” impossibile, ma anche
quando semplicemente ostacolata.

Poi c’ lo stalking, da considerare reato autonomo, che non pu essere negato, come preteso dalla difesa, dal fatto che la
ragazza avesse accettato un incontro a casa sua con l’ex, malgrado la perseguitasse da tempo: a spingere Sara era stata solo
l’illusione, evitando una rottura traumatica, di gestire meglio una situazione che le creava ansia e inquietudine. Ora la
Corte d’Assise d’Appello dovr rivedere la pena, partendo dal presupposto che la tesi per la quale il delitto di omicidio
aggravato assorbe il delitto di atti persecutori errata.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore