Stop al tiro al bersaglio ai medici: niente rito penale in caso di imperizia

Stop al tiro al bersaglio ai medici: niente rito penale in caso di imperizia

Ormai parlare di colpa medica quasi improprio. Perch la legge Gelli-Bianco del marzo 2017 ha introdotto una causa di non punibilit del medico che, a determinate condizioni, scatta indipendentemente dal grado della colpa. Lo chiarisce la Corte di cassazione con la sentenza n. 50078 della Quarta sezione penale con la quale stata annullata la condanna per lesioni colpose emessa nei confronti di un medico agli effetti penali, mentre resta aperta la possibilit del risarcimento civile.

Al professionista erano state imputate le conseguenze di un intervento di lifting facciale che avevano condotto a un’estesa zona di insensibilit.

La Cassazione ricorda che il nuovo articolo 590 sexies del Codice penale ha cancellato la depenalizzazione della colpa lieve prevista dalla precedente legge Balduzzi. Non esiste quindi pi, pertanto, un problema di grado della colpa, con l’eccezione di quei casi in cui la legge Balduzzi si configura come norma pi favorevole da applicare a quei casi caratterizzati da negligenza o imprudenza.

La riforma, avverte la Cassazione, prende in considerazione solo le situazioni che si possono ricondurre all’imperizia, considerate non punibili neppure nell’ipotesi di colpa grave.

degna di considerazione, riconosce la sentenza, l’obiezione per cui in presenza di colpa grave sarebbe molto difficile ipotizzare le condizioni di impunit del medico. Tuttavia, ribadisce la Cassazione, alla colpa grave non pu pi essere attribuito un peso diverso rispetto a quella lieve, visto che sono entrambe comprese nell’area di applicazione della nuova causa di non punibilit; inoltre, chiara intenzione della riforma favorire la posizione del medico, riducendo gli spazi per la sua possibile responsabilit penale, conservando invece la responsabilit civile.

Si introduce cos una causa di non punibilit per imperizia, la cui operativit subordinata al rispetto da parte del medico delle linee guida oppure, in assenza di queste, delle buone pratiche clinico assistenziali e che queste raccomandazioni siano adeguate alla specificit del caso concreto. Una rinuncia alla sanzione che fondata sulla volont della legge di non mortificare l’iniziativa del professionista con la paura di ingiuste rappresaglie mandandolo esente da punizione per mera valutazione di opportunit politico criminale, al fine di restituire al medico una serenit operativa cos da prevenire il fenomeno della cosiddetta medicina difensiva.

In questa prospettiva – osserva la pronuncia -, l’unica ipotesi di permanente rilevanza penale della imperizia sanitaria pu essere individuata nell’assecondamento di linee guida che siano inadeguate al caso concreto; mentre non vi sono dubbi sulla non punibilit del medico che, seguendo le linee guida adeguate e pertinenti pur tuttavia sia incorso in una “imperita” applicazione di queste.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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