fbpx
 

Sul nuovo stadio della Roma interesse a commettere reati

Sul nuovo stadio della Roma interesse a commettere reati

La realizzazione dello stadio della Roma un progetto di ampio respiro che richiede lunghissimi tempi di realizzazione: c’
dunque un interesse a commettere singoli reati. La Suprema corte ha depositato ieri le motivazioni con le quali ha respinto
il ricorso dell’imprenditore Luca Parnasi, indagato per associazione a delinquere che avrebbe usato metodi corruttivi da
prima Repubblica per ottenere i provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione dello stadio giallorosso. Secondo
i giudici di piazza Cavour le indagini reggono alle contestazioni della difesa


Il programma criminoso – Ad avviso del collegio difensivo il Gip aveva ritenuto che il fine delle azioni contestate si riducesse ad una sola operazione,
dando cos atto che non si possa parlare di associazione criminale mancando la “indeterminatezza del programma criminoso”
richiesta dall’articolo 416 del codice penale che punisce il reato. Un’altra lacuna, indicata dalla difesa, sarebbe nell’assenza
dell’affectio societatis e, quindi, una comunione di intenti, un comune sentire di natura criminale. Male interpretata anche
la scelta di avvalersi di mezzi di comunicazione tracciabili con maggiore difficolt quando l’esperienza dimostra, che si
tratta di sistemi normalmente impiegati in contesti lavorativi che non possono essere certo letti come la “spia” di un vincolo
associativo.

L’associazione a delinquere – La Cassazione smonta le accezioni. Ad iniziare dall’assenza di un programma”indeterminato”. Per i giudici, della sesta sezione,
si tratta di una prospettazione ragionevole, come violazione di legge, ma che non vale nel caso concreto. Intanto va smentito
che il programma criminale sia stato limitato all’”affare” stadio. Ma anche se cos fosse i giudici ricordano che il
programma dell’associazione criminale deve essere “indeterminato” in ordine a quanti e quali reati commettere ma non escluso
che vi sia un termine di durata dell’attivit in cui si collocano. Nello specifico sicuro che il progetto stadio sia
di ampio respiro visti i lunghissimi tempi di realizzazione. E quindi c’ un interesse a commettere singoli reati, non predeterminati
n predeterminabili. Per la Suprema corte il ricorso fa confusione tra singoli reati e progetto criminale: sono i reati,
che si inseriscono nell’ambito del progetto, a dover essere in numero indeterminato e non i progetti criminali. Non passa
neppure la tesi della mancanza di un “comune sentire”.


Pur sottolineando che la verifica della reale intenzione di alcuni dei presunti associati deve essere un tema di accertamento
di fatto, i giudici di piazza Cavour chiariscono che sbagliato l’assunto secondo il quale l’associazione per delinquere
sia da considerare come una sorta di societ che richiede una comunanza di intenti. Facendo ricorso ad un paragone civilistico
sottolinea che, in alcuni casi concreti, l’associazione per delinquere pu essere di fatto una sorta di omologo della “societ”
ma pu anche essere integrata in una situazione paragonabile al contratto di “somministrazione”, che certamente non caratterizzato
da una “affectio societatis” quale richiesta dalla difesa. In definitiva basta l’intenzione di partecipare ad un programma
comune per la realizzazione di pi reati, anche senza perseguire un unico interesse o un solo scopo. La Cassazione aveva
detto no anche ai domiciliari, considerando i rischi di inquinamento probatori e reiterazione del reato, ma dopo i due colloqui
che Luca Parnasi ha sostenuto con i Pm, il Gip ha considerato attenuata l’esigenza del carcere e concesso i domiciliari
.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore