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Tagli agli sconti fiscali per finanziare la manovra 2019. Bonus 80 euro in bilico

Tagli agli sconti fiscali per finanziare la manovra 2019. Bonus 80 euro in bilico

Ci sono stati il rilancio della spending review e le ipotesi di maxi-riordino delle spese fiscali al centro del nuovo vertice
politico sui conti che nel tardo pomeriggio di ieri ha preceduto a Palazzo Chigi il consiglio dei ministri. Un vertice che
ha replicato quello della scorsa settimana allargandosi per ad altri ministri, a partire dal vicepremier Matteo Salvini.
Altre new entry sono state la ministra del Sud Barbara Lezzi, a cui tocca la gestione del capitolo pesante dei fondi di coesione,
e la titolare degli Affari regionali Erika Stefani, che sta spingendo sull’avvio dell’autonomia differenziata e punta ad avviare
entro l’anno le leggi per trasferire le competenze aggiuntive a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Scontate le riconferme: il premier Conte, il ministro dell’Economia Tria e il collega agli Affari Europei Paolo Savona, il
vicepremier Di Maio e il sottosegretario a Palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti. Assente, impegnato in Belgio, il ministro degli
Esteri Moavero Milanesi.


Obiettivo dell’incontro stato quello di rafforzare i due pilastri chiamati a portare le coperture per una manovra che, come
sottolineato da Tria nell’intervista di ieri a questo giornale, punta ad avviare davvero, in modo non simbolico, riforma dell’Irpef e reddito di cittadinanza senza per uscire dai binari
di finanza pubblica che saranno tracciati con Bruxelles. Linea promossa pubblicamente da Conte nell’incontro con la stampa
in mattinata. Quella che si vuole preparare, ha sostenuto il premier, una manovra seria, coraggiosa e rigorosa, aggiungendo
che nei rapporti con la commissione Ue ci presenteremo a testa alta, ma non saremo irragionevoli.

Pensioni, quota 100 solo per chi ha compiuto almeno 64 anni
Il pareggio di bilancio in Costituzione c’ e l rimane ha spiegato Conte, confermando il riordino organico delle agevolazioni
fiscali tra le fonti di risorse per avviare riforma dell’Irpef e reddito di cittadinanza. Sui tavoli continua a esserci anche
il dossier pensioni, delicatissimo sul fronte della spesa e degli impatti sul debito: i lavori si concentrano sull’ipotesi
di quota 100 (somma di et e anzianit contributiva) aperta per solo a chi abbia compiuto 64 anni per limitare le spese. La possibilit di partire davvero, per, si vedr quando i numeri troveranno pace.


Nel mirino 466 agevolazioni fiscali
Molto dipende proprio da dove riusciranno a puntare le ambizioni sui due sostegni principali delle ipotesi di manovra, appunto
i tagli alle agevolazioni fiscali e alla spesa pubblica. Sul primo fronte la base di lavoro dettagliata. L’ultimo rapporto
della commissione Mef sul tema ha elencato 466 spese fiscali, che riducono le entrate di 54,2 miliardi nel 2018 e di 54,9
nel 2019. Naturalmente non tutti gli sconti fiscali sono nel mirino. Fuori dai radar delle ipotesi di riordino restano quelli
sulle spese sanitarie e di sostegno a fasce deboli o disabili, mentre l’attenzione si concentra sugli sconti che premiano
i consumi. E in bilico anche la sorte dei 10 miliardi destinati ogni anno al bonus da 80 euro, criticato in sede tecnica anche per le molte complicazioni operative che produce (anche se oggi Salvini ha smentito l’intenzione
del governo di togliere gli 80 euro): con le oscillazioni dei redditi, anche per i rinnovi contrattuali, la platea degli aventi
diritto ogni anno perde circa un milione di persone e ne acquista altrettante.


Le ipotesi di riforma fiscale
La scelta su quanti e quali bonus tagliare sar misurata in base al peso della riforma dell’Irpef. Oltre all’ampliamento della soglia di fatturato per il regime forfettario al 15% di partite Iva e professionisti, si studiano ipotesi che partono da una riduzione a tre del numero delle aliquote, con un taglio del carico fiscale concentrato in particolare sulle fasce di reddito medie: proprio quelle che utilizzano
gli sconti fiscali legati a spese come le ristrutturazioni edilizie o il risparmio energetico. Nelle elaborazioni si cerca
la calibratura del dare-avere, perch nello scambio fra i tagli di aliquote e sconti non ci devono essere contribuenti “in
perdita”. Escluso a priori anche un intervento su chi gi utilizza bonus spalmati in rate annuali per spese gi compiute.

Sul versante spending, ai ministri stato chiesto ieri di elaborare per settembre un piano di riduzioni dei costi, da calibrare
anche con le richieste di spesa. Tria punta a ridurre il peso delle uscite correnti sul bilancio pubblico, in un orizzonte
di tagli che esclude sanit, istruzione e ricerca.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore