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Tasse, albi e Casse: quanto è salato il conto per aprire uno studio

Tasse, albi e Casse: quanto è salato il conto per aprire uno studio

La start up dell’avvocato? Meglio a Milano. Il primo studio per il commercialista? Preferire Palermo. Il debutto in camice bianco? A Roma costa di pi che nel capoluogo lombardo. Il ticket per muovere i primi passi nelle libere professioni non uguale in tutta Italia. A far variare le prime spese gi l’Universit in cui si sceglie di studiare. 

E  non solo per le tasse universitarie: anche una volta terminati gli studi, l’ateneo di laurea condizioner la tassa di abilitazione professionale: un’imposta locale, il cui importo stabilito dalla Regione in cui ha sede l’Universit di provenienza (si veda l’articolo in basso). Ma anche per iscriversi all’Albo la cifra varia da citt a citt.

Tassa da 2mila euro

In ogni caso, tutti gli aspiranti professionisti, una volta laureati devono prepararsi a sborsare una discreta somma, spesso vicina ai duemila euro, come biglietto di ingresso (si vedano gli esempi di Milano, Roma e Palermo nel grafico sotto). Sono tre le voci da prendere in considerazione: l’esame di abilitazione professionale, la prima iscrizione all’Albo e l’iscrizione alla Cassa previdenziale, il tutto accompagnato anche da marche da bollo, timbri a pagamento e tasse varie, statali e non. Il conto pu quindi rivelarsi abbastanza salato per un giovane alle prime armi, tanto che Ordini e Casse vengono spesso incontro con tariffe agevolate di ingresso, riservate di solito agli under 35 o a chi ha redditi bassi. Ma andiamo con ordine.

TICKET D’INGRESSO A CONFRONTO

Le somme da versare per l’esame di abilitazione, la prima iscrizione all’Ordine e alla Cassa. Dati in euro (Note: In caso di importi diversificati per et o altre agevolazioni sono indicati sempre le quote pi basse. L’ipotesi di iscrizone al 1 gennaio 2018 con reddito pari a zero – Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati di Universit, Ordini e Casse)

L’abilitazione

Per accedere all’esame di Stato il giovane deve versare la tassa di ammissione. Questa uguale per tutti ed pari al momento a 49,58 euro. Da qui in poi le strade divergono. Ogni universit sede di esame stabilisce infatti in autonomia l’importo del contributo richiesto: cos ad esempio chi vuole diventare dottore commercialista deve prepararsi a versare 450 euro alla Bicocca di Milano, mentre pu cavarsela con 270 alla Sapienza di Roma (ma gli importi possono variare per laureati “esterni”). Mentre un medico sborsa 400 euro a Milano e cento in meno a Palermo.Va meglio agli aspiranti avvocati, che per la selezione nelle Corti di appello versano 12,91 euro di imposte pi 50 di contributo spese uguali per tutti. I consulenti del lavoro, invece, versano la tassa di 49,58 euro e nulla per l’esame che si svolge presso gli ispettorati interregionali.

L’Albo

Una volta superato l’esame (e ottenuto il relativo certificato in bollo da 16 euro), occorre iscriversi all’Ordine. Il primo accesso comporta spesso un contributo una tantum (azzerato per per gli architetti a Roma e Milano). A Roma, ad esempio, richiesto un contributo di 270 euro ai neo-commercialisti. A questi si aggiunge la quota annuale, spesso ridotta per i giovani. A Milano gli avvocati sotto i 30 anni pagano per il primo anno 200 euro anzich 250 e possono scontare gli 80 euro versati se gi praticanti. Contributi pi elevati attendono i consulenti del lavoro: 490 euro a Milano, 450 a Roma e Palermo. Mentre a Roma il neo architetto paga solo 67 euro (e nulla di tassa prima iscrizione).

Anche in questa fase tutti i professionisti devono versare al Fisco 168 euro di tassa di concessione governativa. Importo che toccher pagare anche ai 225mila operatori della Sanit che nei prossimi 18 mesi dovranno iscriversi al nuovo maxi-Ordine dei tecnici, appena nato e con contributi ancora da definire (si veda il Sole 24 ore del 5 aprile).

La Cassa

Ultimo passaggio obbligato l’iscrizione alla Cassa di previdenza professionale. I contributi ovviamente sono uguali in tutta Italia, rapportati in gran parte al reddito dell’iscritto e influenzano naturalmente il montante contributivo del singolo. Nel primo scaglione reddituale, quasi tutti gli enti prevedono un contributo minimo, eccezion fatta per i commercialisti che richiedono il 12% del reddito, ma esonerano dal contributo minimo soggettivo per tre anni i neoiscritti che non dichiarano reddito e dall’integrativo i giovani fino a 35 anni (in questo caso-limite dovuto solo il contributo di maternit).

Una quota fissa di 221 euro dovuta per i medici fino a 30 anni (e null’altro se il reddito resta sotto i 4.880 euro). Sconti anche per giovani architetti e ingegneri. Per i primi cinque anni (e fino ai 35 anni di et) Inarcassa riduce a 1/3 i contributi soggettivi ed integrativi e dimezza l’aliquota di quello percentuale. Ma attenzione: lo sconto influenza la futura pensione, calcolata sempre di pi con il sistema contributivo.

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Fonte: ilSole24ore