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Tempi lunghi per visite o esami diagnostici? Ecco come farsi curare rapidamente pagando solo il ticket

Tempi lunghi per visite o esami diagnostici? Ecco come farsi curare rapidamente pagando solo il ticket

Anche un medico può certificare che la prestazione è urgente
In alternativa, il Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa prevede la possibilità per il medico (medico del servizio pubblico, medico di famiglia, pediatra, guardia medica) di applicare un codice di priorità alla prestazione richiesta. Sulla ricetta potrà quindi indicare il codice U (urgente) per cui la prestazione dovrà essere erogata entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni le visite e 60 giorni la gli esami diagnostici, P programmabile.

La griglia dei tempi “giusti” per le diverse prestazioni (sono 58 quelle regolamentate dal Piano nazionale) dovrebbe essere adeguatamente diffusa tra i cittadini, quindi disponibile presso i centri di prenotazione, i siti web aziendali e gli uffici di relazione con il pubblico. Nei fatti questa buona pratica è poco rispettata. “A parte un’iniziativa della Regione Lombardia decisa dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera – continua Aceti – che ha previsto la pubblicizzazione chiara e diffusa della possibilità di questa procedura, le Regioni sono generalmente silenti. A nostro parere la procedura dovrebbe invece scattare in automatico”.

Gli interessi sul tavolo
Sul piatto c’è il valore complessivo dell’intramoenia, pari a 1,1 miliardi. Di questi, circa 800-900 milioni di euro vanno ai professionisti che erogano la prestazione, circa 200 milioni di euro sono destinati al Sistema sanitario nazionale. Nel caso di prestazioni “fuori tempo massimo” pagate solo con l’equivalente del ticket, ovviamente questi flussi si ridurrebbero. Insomma, rispettare la legge, a quanto pare, non conviene a nessuno.

Fonte: ilSole24ore