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Turismo, dal 1° luglio cambiano le regole per imprese e viaggiatori

Turismo, dal 1° luglio cambiano le regole per imprese e viaggiatori

In vigore dal 1° luglio la nuova disciplina in materia di pacchetti turistici e servizi turistici collegati. Con il recepimento della direttiva Ue 2015/2302, attraverso il Dlgs n. 62 del 21 maggio 2018, si introducono infatti regole più stringenti a tutela dei consumatori e si attribuiscono all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nuovi poteri di enforcement (accertamento violazioni e sanzione).

Da un punto di vista sistematico la disciplina trova collocazione nel Codice del Turismo (modificando l’allegato n. 1 del Dlgs n. 79 del 2011) e costituisce una lex specialis rispetto alle disposizioni del Codice del Consumo che continueranno a trovare applicazione ma solo per quanto non espressamente previsto dal decreto.

Da un punto di vista sostanziale, la principale novità è rappresentata dall’estensione della portata applicativa delle disposizioni in materia di pacchetti turistici e di servizi collegati. A partire da oggi, infatti, non solo le agenzie di viaggio ed i tour operators (tradizionali destinatari della normativa di settore) ma anche le compagnie aeree, le imprese di trasporto passeggeri via aerea, terrestre, ferroviaria, marittima, così come le piattaforme online che offrono o vendono servizi turistici rientrano a pieno titolo nell’ambito di applicazione della normativa.

Il decreto, infatti, definisce il servizio turistico come «il trasporto di passeggeri, l’alloggio, il noleggio di auto e di altri veicoli a motore e qualunque altro servizio turistico» mentre il “pacchetto” è definito come «la combinazione di almeno due tipi diversi di servizi turistici ai fini dello stesso viaggio o della stessa vacanza» qualora siano combinati da un unico professionista, oppure siano acquistati presso un unico punto vendita (anche online), offerti, venduti o fatturati ad un prezzo globale.

Rientrano invece nella definizione di servizio turistico collegato i servizi fatturati separatamente da due professionisti ma proposti nell’ambito di un unico contratto o di un unica visita oppure «qualora l’acquisto mirato di almeno un servizio turistico aggiuntivo presso un altro professionista avvenga entro le 24 ore dalla conferma della prenotazione del primo servizio». In altre parole, se una compagnia aerea (o qualunque altra impresa di servizi turistici) in occasione della vendita del biglietto aereo (o del proprio servizio tipico), promuove e vende anche il servizio di alloggio e/o il noleggio auto, l’operazione commerciale sarà automaticamente qualificata come “pacchetto turistico” o “servizio collegato” a seconda delle concrete modalità di presentazione e vendita dei servizi. Il che si traduce in una maggiore tutela per il consumatore-viaggiatore ma, come spesso accade in questi casi, in maggiori oneri per le imprese. Infatti, queste ultime sono chiamate a modificare i propri processi (online ed offline) di vendita per adeguarli:

– ai maggiori e più qualificati oneri informativi richiesti dal Decreto in fase precontrattuale e contrattuale (bisognerà fornire anche i modelli standard allegati al Decreto);

– alla gestione di nuovi diritti riconosciuti ai consumatori come ad es. la possibilità di cedere il pacchetto turistico ad altro viaggiatore o il diritto di recedere prima dell’inizio del pacchetto; iii)

– all’innalzamento della responsabilità in caso di inesatta esecuzione delle prestazioni derivanti dal pacchetto (anche qualora l’inadempimento non dipenda dal venditore), in caso di insolvenza o fallimento così come in relazione al nuovo obbligo di sottoscrivere un contratto di assicurazione e di prestare assistenza al viaggiatore in difficoltà.

Da non trascurare la natura inderogabile delle disposizioni favorevoli ai consumatori, il carattere non rinunciabile dei diritti ad essi conferiti e l’apparato sanzionatorio che, per ciascuna violazione, è fissato in un minimo ed un massimo edittale (da 1.000 a 20.000 euro). Proprio sull’apparato sanzionatorio della lex specialis, l’Agcm ha già evidenziato (Segnalazione del 22.03.2018) alcuni dubbi applicativi: il decreto limiterebbe, infatti, fortemente il campo di azione del Codice del Consumo (non sarebbe infatti consentita l’applicazione di due sanzioni per la medesima violazione a tutela dello stesso interesse) con la conseguenza che la stessa Agcm si troverebbe ad applicare un regime sanzionatorio ben più leggero rispetto a quello finora applicato nel settore sulla base del Codice del Consumo.

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Fonte: ilSole24ore