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Tutor: multa nulla se il cartello stradale che ne preannuncia la presenza è uguale a quello che segnala l'autovelox

Tutor: multa nulla se il cartello stradale che ne preannuncia la presenza è uguale a quello che segnala l'autovelox

Secondo la sentenza del 18 dicembre 2017 del Giudice di Pace di Terracina non si pu “travestire” il tutor da autovelox

di Paolo M. Storani – Come educare il cittadino al rispetto degli obblighi imposti dalla circolazione stradale? Facendogli comprendere preventivamente qual lo “scopo di tutela della sicurezza stradale e di riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare, anche mediante l’utilizzazione delle nuove tecnologie di controllo elettronico”.

Il virgolettato presto spiegato: abbiamo desunto questi pensieri dal testo della sentenza con cui il Giudice di Pace di Terracina, provincia di Latina, verdetto contrassegnato con il n. 209/2017 del Registro Sentenze nell’ambito del processo n. 724/17 R.G. dall’Estensore Avv. Giovanni Pesce (applausi!), depositato in cancelleria il 18 dicembre 2017, ha trasformato in coriandoli carnascialeschi la multa impugnata dal cliente dell’Avv. Roberto Iacovacci del Foro di Latina.

Argomento di giornata l’adeguatezza e l’idoneit della cartellonistica stradale che presegnala l’apparecchiatura di controllo elettronico della velocit media.

La differenza tra autovelox e tutor consiste nel fatto che il primo uno strumento di misurazione puntuale, vale a dire in un unico punto viario, mentre il secondo esegue la misurazione non in un unico punto, bens in due frangenti diversi: alla cosiddetta “porta di entrata” ed alla cosiddetta “porta di uscita”.

Nella fattispecie delibata dall’onorario laziale era operativo il “Sistema Tutor o Kria”.

L’apparato motivazionale ruota attorno ad un fulcro ben predeterminato: in che cosa consiste l’avvertimento nei confronti degli automobilisti di cui all’art. 142, comma 6-bis, del Decreto Legislativo n. 285/1992?

Qual la finalit della norma?

Forse una “logica patrimoniale captatoria“?

Mai! Una vita che lo sosteniamo, su Studio Cataldi, in Rai, in radio.

Sotto un profilo teleologico la garanzia che la presenza di un autovelox sia preventivamente segnalata attraverso l’uso di cartelli o dispositivi luminosi e ben visibili serve ad “orientare la condotta di guida degli utenti“.

Del resto, la linea guida “rinvenibile – come stato sottolineato anche dalla giurisprudenza di legittimit – nell’obbligo di civile trasparenza gravante sulla P.A.“, come pure pose in risalto la c.d. Circolare Maroni del Ministero dell’Interno n. 10307 del 14 agosto 2009.

Ecco spiegato perch la Pubblica Amministrazione non deve creare tranelli consistenti “nel fare affidamento sulla presenza di autovelox tradizionale (a rilevazione istantanea) per, poi, accertare, invece, la velocit media tenuta nel determinato tratto di strada, comportando ci il disorientamento dell’automobilista, che sar, cos, indotto a decelerare a ridosso delle apparecchiature e ad accelerare nel tratto intermedio con conseguente modifica delle normali modalit di guida – che potrebbe causare incidenti ove il tratto di strada intermedio, come nella specie, sia altamente pericoloso (traforo-galleria Monte Giove) – e rilevazione, per cos dire, a tradimento”.

Poich il cartello avvisatore era di tipo tradizionale in uso per l’autovelox, la multa nulla ed il GdP accoglie il ricorso ed annulla la sanzione opposta, con spese di contenzioso integralmente compensate fra le parti.

Il Comune di Terracina ha preannunciato ai media sin dal d seguente alla pronuncia che presenter appello perch comunque non sarebbe possibile apporre una segnaletica differente.

Seguiremo su LIA Law In Action gli sviluppi della vertenza, ma sempre con lo sguardo rivolto all’utente, tartassato da millanta balzelli, per lo pi disancorati dal diritto.

Fonte: Studio Cataldi