fbpx
 

Tutor riaccesi ma molti limiti ai controlli: ecco come funziona davvero il nuovo sistema

Tutor riaccesi ma molti limiti ai controlli: ecco come funziona davvero il nuovo sistema

I controlli sulla velocit media in autostrada stanno riprendendo. Ma solo in parte e con cautela: la Polizia stradale ha
annunciato la ripresa, avvenuta venerd scorso solo su 22 tratte, senza sbilanciarsi. N sul ripristino dei controlli nell’estensione
che avevano fino ad aprile (inizialmente annunciato per i primi di maggio), n sulle reali prestazioni del Sicve-PM, il nuovo
sistema di Autostrade per l’Italia (Aspi) che sta sostituendo il Tutor originario (il cui nome ufficiale Sicve), spento
dopo la sentenza della Corte d’appello di Roma che, il 10 aprile scorso, lo ha dichiarato frutto di un brevetto contraffatto.

La cautela potrebbe essere dovuta non solo alle tempistiche per la sostituzione degli oltre 300 portali Tutor, ma anche a
problemi del nuovo sistema. Innanzitutto legali: oggi dovrebbe essere depositata alla Procura di Roma una richiesta di sequestro
del nuovo sistema, sempre per questioni legate ai brevetti. Il Sicve-PM potrebbe avere anche limiti tecnici di funzionamento.


Aldil di questi limiti, le 22 tratte attualmente coperte sono molte meno di quelle precedenti. Per tratta s’intende la distanza tra un portale posto un paio di chilometri prima di
un’uscita autostradale e quello seguente, che normalmente si trova prima dello svincolo successivo. Quindi, ogni tratta pu
essere lunga dai cinque ai 30 chilometri, distanza normalmente esistente tra due svincoli successivi.

Le differenze di copertura

Il Sicve, essendo installato su oltre 300 postazioni, sorvegliava una pluralit di tratte contigue. Tanto che sull’A1, per
esempio, chi partiva da Milano era controllato pressoch sempre fino a Bologna e poi da Orte fino a Napoli. Il Sicve-PM,
invece, per ora installato in tratte contigue solo in pochi casi, per non “bruciare” in una sola zona una quota consistente
dei pochi portali a disposizione.

LA MAPPA DEI PORTALI E LE STATISTICHE

Fonte: Polizia di Stato; (*) dati 2017 con Tutor, dati 2018 senza Tutor

La copertura precedente sar ripristinata se il Sicve-PM sar montato sugli altri portali ex-Sicve. La Polizia ha annunciato
un’estensione, teoricamente facile: basta attendere il tempo necessario per produrre e installare cos tanti apparecchi e, ovviamente,
un investimento da parte di Autostrade per l’Italia. Ma non detto che ci basti: c’ il rischio che anche cos il nuovo
sistema possa essere utilizzato in contemporanea solo su un numero di tratte limitato. Il motivo sta nei dubbi sullo schema di funzionamento del Sicve-PM.

Il funzionamento

Per differenziarsi dal Sicve, e quindi cercare di superare il problema della contraffazione del brevetto, il Sicve-PM riconosce
i veicoli in transito con un sistema diverso. In pratica, prima ci si affidava alla lettura automatica del numero di targa, ora alla registrazione dell’intera immagine del veicolo. Un metodo pi preciso, come dichiarato ufficialmente. Ma che, verosimilmente, richiede una maggior capacit di trasmissione
dati.

Inoltre, secondo informazioni che la Polizia non ha confermato n smentito, il Sicve-PM ha un sistema di elaborazione locale dei dati (software installato sul singolo portale) che non li seleziona. I dati, dunque, dovrebbero finire all’elaboratore centrale
del sistema, che dovrebbe essere cos potente da gestire i flussi provenienti da oltre 300 postazioni, sotto ciascuna delle
quali, nei momenti di picco, possono transitare anche pi di seimila veicoli all’ora.

A fronte di questa richiesta di prestazioni, per ora non facili da raggiungere, non improbabile che si riescano a mantenere
attive contemporaneamente solo poche decine di postazioni (a rotazione, per dare comunque l’impressione che i controlli si
svolgano dappertutto). In ogni caso, per chi guida cambia poco: quando si transita in corrispondenza di una postazione, non
c’ alcun modo di distinguere se questa attiva o no.


I brevetti

Resta poi in piedi anche la vicenda dei brevetti: ad oggi il Sicve-PM pu essere normalmente usato per accertare infrazioni,
perch omologato (in gergo tecnico si dice che ha l’approvazione del ministero delle Infrastrutture), ma si rischia un
altro contenzioso. La richiesta di sequestro da parte dei titolari del brevetto Tutor stata preceduta da quella di revoca dell’approvazione, perch le innovazioni del Sicve-PM non basterebbero a configurare
un sistema diverso: stato dichiarato che sono a loro volta brevettate, ma non sarebbero innovative rispetto alle tecnologie
note all’epoca (1999) in cui fu registrato il brevetto su cui si basa il Tutor.

Nel luglio 2004, in uno studio sulla propriet industriale curat0 con l’Istituto per la promozione industriale, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi dell’allora ministero delle Attivit produttive scrisse che anche quando gli elementi essenziali
della seconda invenzione non siano identici, si pu parlare di contraffazione per equivalenti se l’idea inventiva fondamentale
posta a base del primo trovato sia presente anche nella realizzazione inventiva successiva. Un principio che alla base
anche delle sentenze della Corte d’appello di Roma (2275/2018) e della Cassazione (22563/2015) , che hanno portato a giudicare
contraffatto il Sicve. Ora il ministero ha chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato.

Le eccezioni

Tutto ci vale solo per i sistemi in uso alla Polizia stradale (su autostrade e brevi tratti delle statali Aurelia, Domiziana,
Romea e Sorrentina), mentre non si sa come si comporteranno le poche polizie locali che hanno il Tutor.

Nulla mai cambiato, invece, per le polizie locali che hanno sistemi di controllo della velocit media diversi dal Tutor,
finora rimasti fuori da ogni contenzioso.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore