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Ultimo giorno per l’invio della dichiarazione Iva per 5 milioni di operatori

Ultimo giorno per l’invio della dichiarazione Iva per 5 milioni di operatori

sempre tempo di scadenze per l’Iva. Professionisti e imprese forse pensavano che una volta archiviato il maxi-invio di 1,3 miliardi di dati per lo spesometro (tra secondo semestre 2017 e possibilit di correggere omissioni o errori sul primo semestre senza sanzioni) il cammino sarebbe stato in discesa. Invece, il termine di domani per trasmettere la dichiarazione Iva 2018 (quindi relativa al 2017) solo l’inizio di un lungo cammino. In tutto si possono arrivare a contare 17 tra comunicazioni, dichiarazioni o nuovi obblighi fino ai primi mesi 2019. Questo senza considerare la componente legata a liquidazioni, versamenti e acconti n gli Intrastat e gli adempimenti pi specifici. Ma non significa che tutti i contribuenti Iva (con le naturali esclusioni previste per legge) debbano sostenere questo “sforzo”. Tanto per fare qualche esempio, chi presenta la dichiarazione entro domani poi non interessato dalla tardiva entro il 30 luglio o chi opta per lo spesometro semestrale evita almeno due scadenze.

La questione di fondo che l’Iva resta una sorta di “sorvegliata speciale”. Come si legge tra le righe dell’ultimo Def approvato gioved in Consiglio dei ministri, il Vat gap (ossia la misura dell’evasione) quantificato dalla Commissione in circa 35 miliardi di euro per l’Italia. Un numero in discesa rispetto al recente passato, frutto anche di una serie di misure richieste (e ottenute su concessione di Bruxelles) dal nostro Paese come l’estensione del reverse charge, lo split payment (diventato col tempo sempre pi ampio) e ora l’obbligo di e-fattura tra privati.

Misure utilizzate per contrastare l’evasione, ma che hanno come effetto collaterale quello di drenare liquidit alle imprese interessate e di aumentare la possibilit che finiscano a credito, da portare in compensazione o da chiedere a rimborso. Senza dimenticare l’ulteriore difficolt della stretta sulla detrazione Iva, su cui poi si cercato di intervenire in via interpretativa per evitare che gli operatori economici perdessero milioni di legittime detrazioni per le fatture non ancora registrate.

Proprio la dichiarazione Iva, che riguarda quasi 5 milioni di operatori tra autonomi, ditte e societ (il numero potrebbe essere leggermente limato rispetto al passato a causa degli accessi al regime forfettario che sono esonerati dall’adempimento) e il modello Tr relativo al primo trimestre 2018 in scadenza domani sono il banco di prova per chiedere i rimborsi . Del resto i rimborsi Iva (12 miliardi) rappresentano il 75% del totale di quelli erogati dall’Agenzia nel 2017. Tuttavia proprio sui rimborsi dall’inizio dell’anno in vigore una procedura “taglia-tempi” che, rispetto al passato, consente di saltare il passaggio per le tesorerie provinciali. E, come affermato poche settimane fa dal vicedirettore delle Entrate Paolo Savini, da gennaio scorso i tempi medi di lavorazione dei rimborsi Iva da parte nostra sono scesi a 70 giorni dalla data di presentazione della richiesta.

Poi da mercoled (dato che marted il 1 maggio) ci sar da pensare a tutti gli altri obblighi Iva: dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni, che debutta con un modello aggiornato proprio dalla scadenza di fine maggio, allo spesometro. Anche se verosimile che saranno in tanti a scegliere ancora la semestralit, in attesa che l’e-fattura tra privati lo mandi definitivamente in soffitta nel 2019.

SCADENZE NON STOP

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Fonte: ilSole24ore