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Verona, la Cassazione: se piove l’Arena deve rimborsare i biglietti

Verona, la Cassazione: se piove l’Arena deve rimborsare i biglietti

Buone notizie per i frequentatori delle arene estive. Il temutissimo acquazzone improvviso non pi un problema. Almeno,
non economico. Il temporale che costringe ad interrompere definitivamente lo spettacolo, infatti, d diritto al rimborso del
biglietto. E non importa se nel regolamento (contratto d’acquisto) c’ scritto diversamente. Il codice civile parla chiaro:
se la prestazione – in questo caso un’opera lirica – divenuta impossibile, la parte non pu pi chiedere (o deve restituire)
la controprestazione – il costo del biglietto.


Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 8766 di oggi, respingendo il ricorso della Fondazione Arena di Verona contro la decisione che aveva accordato il ristoro ad un
gruppo di melomani partiti dalla Puglia per assistere alla Carmen di Bizet.

“Il contratto prevedeva la mancata restituzione del biglietto una volta iniziata la rappresentazione”

 

Gli spettatori avevano comprato in anticipo i biglietti al box office di Taranto ed intrapreso il lungo viaggio in Veneto.

La pioggia durante il secondo atto
All’inizio del secondo atto per a causa della pioggia, era il 23 luglio 2010, lo spettacolo venne definitivamente interrotto.
Proposto ricorso, il giudice di pace lo accolse subito ma la Fondazione non si data per vinta ed arrivata sino in Cassazione.
In particolare gli organizzatori hanno sostenuto che il contratto prevedeva la mancata restituzione del biglietto una volta
iniziata la rappresentazione.

Rimborso parziale?
E che comunque il rimborso andava per lo meno ridotto, rispetto al prezzo integrale del ticket, visto che una parte dell’opera
era effettivamente andata in scena.

No per la Cassazione integrale
Di diverso avviso la Suprema corte secondo cui giustamente il Tribunale di Taranto (in funzione di giudice di appello) ha
considerato lo spettacolo lirico “Carmen” come un unicum di portata artistica … non scindibile.

Per cui non essendo stato eseguito nella sua totalit ha concluso per l’estinzione (a norma dell’art. 1256 c.c.) dell’obbligazione,
con piena liberazione del debitore incolpevole (la Fondazione), il quale per, d’altro canto, (a norma dell’art. 1463 c.c.)
non pu pretendere (o trattenere) la controprestazione dell’altra parte, essendo venuto meno per circostanze oggettive il
sinallagma contrattuale.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore