Violazione dell’obbligo scolastico, 30 euro di multa solo per i genitori delle elementari

Violazione dell’obbligo scolastico, 30 euro di multa solo per i genitori delle elementari

L’ammenda per i genitori che non mandano i figli a scuola scatta soltanto nel caso delle scuole elementari e non per le medie inferiori.
Lo ha ricordato la Corte di Cassazione, con la sentenza 50624 depositata ieri, 7 novembre.

Sotto il faro della Suprema Corte il caso di due genitori filippini, residenti a Salerno, che hanno sorvolato serenamente sull’anno scolastico 2012/2013, consentendo che il figlio minore saltasse le lezioni. Nessun giustificato motivo, almeno apparentemente. Nel valutare il caso nel 2016, il giudice di pace di Salerno ha condannato la coppia al pagamento della risibile ammenda fissata dall’articolo 731 del Codice penale, che punisce fino a “30 euro chiunque, rivestito di autorit, o incaricato della vigilanza su un minore, ometta, senza giustificato motivo, di impartirgli l’istruzione elementare”. Solo quella elementare.

Come gi accaduto con la sentenza 4520 del 31 gennaio 2017, la suprema Corte ricorda come con l’entrata in vigore del Dlgs 212/2010 sia venuta meno la previsione che consentiva di estendere anche alla violazione dell’obbligo scolastico della scuola media inferiore, l’ammenda prevista dal codice penale. La norma del 2013 ha infatti abrogato l’ormai datato articolo 8 della legge 1859 del 1962, che estendeva l’obbligo scolastico fino al conseguimento della licenza di scuola media inferiore (attuale scuola secondaria di primo grado) o comunque al compimento dei quindici anni, qualora il minore avesse dimostrato di aver rispettato l’obbligo di frequenza scolastica per almeno otto anni.

La considerazione del giudice di pace di Salerno sull’ammenda, si per risolta nella dichiarazione di non dover procedere per intervenuta prescrizione. Scelta che ha scatenato il ricorso della Corte di appello di Salerno, secondo cui il termine prescrizionale di cinque anni decorre dall’ultimo giorno di scuola dell’anno scolastico 2012/2013.

In linea con questa lettura la Cassazione che, reputando il punto di caduta del termine massimo prescrizionale al giugno 2018, ha accolto il ricorso rinviato la sentenza al Tribunale di Salerno per udi Silvia Marzialettin nuovo giudizio.

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Fonte: ilSole24ore



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